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La commozione del leader degli U2 sulle pagine del "Times"

Bono racconta Mandela ne "L'uomo che non poteva piangere"


Bono racconta Mandela ne 'L'uomo che non poteva piangere'
06/12/2013, 01:15

Bono Vox è da sempre in prima fila contro la segregazione raziale. Il leader degli U2 aveva uno splendido rapporto con Nelson Mandela, una venerazione. La sua stima, la commozione trapelano da un articolo che ha scritto per il quotidiano "Times" dal titolo ''L'uomo che non poteva piangere''. ''Come un militante qualsiasi, sin da quando ero un adolescente, facevo tutto quello che Mandela mi diceva di fare. E' stata sempre una presenza fortissima nella mia vita: penso al 1979 quando noi, gli U2, facemmo il primo concerto contro il Sud Africa razzista. Nel corso degli anni diventammo amici. Unimmo la battaglia contro il razzismo assieme a quella contro l'Aids e la povertà e la fame. Senza i suoi sforzi - ricorda Bono - nel decennio passato avremmo avuto 9,7 milioni di malati di Aids e 2,7 milioni di bimbi morti di fame in piu' l'anno''.
Bono è stato sempre protagonista nei grandi raduni come il Mandela Day, e con gioia ripercorre anche aneddoti allegri, divertenti, un ritratto di un leader che ha saputo affrontare le montagne, cambiare la storia con semplicità e tenacia. Una volta gli raccontò che riuscì perfino a ottenere una donazione di 20 mila dollari alla sua Fondazione da parte di Margaret Thatcher. ''Gli chiesi: ma come hai fatto? E lui, sorridente, mi rispose: Gliel'ho chiesto. Non avrai mai quello che vuoi se non lo chiedi''.
Bono conclude ricordando gli anni che il leader sudafricano ha passato in cella, costretto a lavorare in una miniera di calcare. Immerso alla polvere bianca e colpito da un sole battente, Mandela subì gravi danni agli occhi. Quando fu liberato nel '90, poteva ancora vedere, ma i detriti e le polveri avevano ostruito i suoi condotti lacrimali, lasciandolo così incapace di piangere. ''Per tutti era tanta la sua fermezza e il suo valore che certo non poteva lacrimare in un momento d'insicurezza o di dolore. Ma la spiegazione era molto diversa. Poi, ha fatto un intervento chirurgico nel 1994 che risolse quel problema. Da quel giorno potè piangere. E oggi anche noi possiamo fare lo stesso per lui''. 

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di Redazione
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