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Campania. Ad Ischia e Capri tutto esaurito. Napoli cresce

Boom di turisti nonostante lo "sputtanamento" dei rifiuti...


Boom di turisti nonostante lo 'sputtanamento' dei rifiuti...
01/01/2010, 12:01

NAPOLI - Il risultato è davvero soddisfacente e testimonia che per Napoli e la Campania il periodo nero caratterizzato dall’emergenza rifiuti è alle spalle. Una tragedia che ha “sputtanato” il capoluogo partenopeo in tutto il mondo con una ricaduta negativa sul turismo e, quindi, sull’economia di una città che potrebbe vivere sfruttando esclusivamente la bellezza naturale ed artistica del proprio patrimonio.
Un trend negativo che si è invertito proprio con le vacanze natalizie e di fine anno. Occupate l’ottanta per cento delle camere disponibili. Lo dice il monitoraggio affidato all’ateneo della Federico II di Napoli, il quale ha registrato una crescita delle prenotazioni e delle presenze negli alberghi cittadini.
Il concerto di fine anno in piazza del Plebiscito dell’orchestra italiana, guidata da Renzo Arbore, ha dato di sicuro il suo contributo. Un nome di assoluto richiamo di un protagonista che ha arrangiato le più belle canzoni napoletane e le ha portate in tutto il mondo. In tutte le piazze del mondo. Gli mancava il palcoscenico di Napoli e, quest’anno, gli è stato offerto da Bassolino e dall’assessore al Turismo Riccardo Marone. Non è, però, solo quello. I dati dimostrano che Napoli, nonostante tutto, ha una grande capacità attrattiva all’estero e in Italia. Potrebbe essere una delle capitali del turismo ma purtroppo è costretta a pagare dazio a causa di una classe dirigente che ha fatto il bello ed il cattivo tempo, mortificando, devastando e saccheggiando il territorio al posto di valorizzarlo e lanciarlo su scala mondiale.
Leggendo lo studio della Federico II si possono carpire elementi ulteriori ai fini dell’analisi. Il ruolo da protagonista è stato occupato dalle “perle” del golfo: le isole Capri e Ischia. Tutto esaurito. Insomma, i turisti stranieri ed italiani hanno risposto positivamente al richiamo del “Festival Capri, Holliwood” e della grande e conveniente offerta delle strutture termali di Ischia lanciata sul mercato attraverso una oculata e attenta strategia di marketing locale elaborata dagli imprenditori.
Non c’è stato il tutto esaurito ma i risultati sono comunque ottimi per la costiera amalfitana e sorrentina. L’occupazione alberghiera ha raggiunto il 70 per cento. Insomma, le immagini di Sorrento, Amalfi e Positano sommerse dalla spazzatura sono solo un lontano ricordo. Un brutto e vergognoso ricordo. Si riparte col piede giusto sperando che le istituzioni locali e regionali abbiano fatto ammenda degli errori commessi. Pure perché all’appello mancano solo loro. Non a caso, in costiera, una volta meta ambita degli americani, i cali relativi alla presenza straniera sono evidenti e registrati da albergatori e commercianti. Quest’anno i turisti che hanno scelto Napoli e la Campania sono stati innanzitutto gli italiani. Segno evidente che all’estero manca un serio e concreto piano di promozione che dovrebbe vedere in prima linea proprio la Regione. Invece no. Si vive alla giornata, tra sprechi ed occasioni mancate.
Tra gli stranieri, invece, i primi della lista sono francesi, seguiti dagli scandinavi e dagli inglesi. Circa 30mila i visitatori delle grandi mostre, segno evidente di un turismo interessato alla buona cucina, alla pizza, alle bellezze naturali ma anche alla cultura di una città ricca di luoghi, storia ed eventi di grande spessore. Un risultato di prestigio che assume un valore ancora più significativo se si tiene conto della crisi economica che le famiglie devono affrontare. All’appello, come detto, mancano solo loro. Le istituzioni.

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di Giovanni De Cicco
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