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Dall'iniziale ignoranza alla conoscenza del Nirvana

Borobudur ossia il "monastero sulla collina"


Borobudur ossia il 'monastero sulla collina'
12/05/2011, 10:05

Una delle più grandi scoperte archeologiche condotte nei primi anni del 1800 è, senza dubbio, quella del tempio del Borobudur, che si trova in Indonesia, nell’isola di Giava. Il suo ritrovamento si deve all’ostinazione del vice-governatore inglese della maggiore isola Indonesiana, Thomas Stamford Raffles, il quale aveva sentito di leggende locali che parlavano di “montagne di sculture buddiste” proprio su una particolare collinetta di Giava.

Gli scavi hanno riportato alla luce un tempio risalente al VI secolo dopo Cristo, quando a Giava regnava la monarchia dei Sailendra. Il nome Borobudur significa “monastero sulla collina”, per la sua costruzione furono impiegati oltre 55.000 metri cubi di pietra lavorata, disposta su dieci livelli su una base di 16.000 mq. I vari livelli del tempio rappresentano il lungo cammino del fedele buddista man mano che, dall’iniziale ignoranza, si innalza verso la conoscenza del Nirvana, ossia il massimo ideale religioso. E’ interessante osservare come i primi sei livelli del tempio siano di forma quadrata a simboleggiare la fase preparatoria della transizione spirituale, mentre gli ultimi quattro sono a base circolare, a identificare il raggiunto stato di Illuminazione divina. L’eruzione del vulcano Merapi pose fine all’esistenza del tempio, seppellendolo sotto fiumi di lava e tonnellate di cenere nel giro di una notte. I lavori di scavo condotti dagli inglesi nel 1814 riportarono il tempio alla luce, ma quando il vice-governatore Raffles lasciò Giava i lavori continuarono in mondo non sistematico, i tombaroli depredarono il sito per la gioia dei collezionisti privati e gli isolani si appropriarono delle pietre per la costruzione delle loro case. Solo nel 1900, sotto il dominio olandese, fu condotta la vera prima opera scientifica di recupero del tempio, affidandola all’ingegnere Van Erp, ma le due guerre mondiali e le difficoltà finanziarie bloccheranno nuovamente il progetto. Bisognerà attendere il 1973 perché l’UNESCO lanci il progetto di restauro di Borobudur, impiegando complessivamente venticinque milioni di dollari, settecento operai e dici anni di lavoro incessante per restituire all’antichissimo tempio la magnificenza delle origini.

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di Rossella Saluzzo
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