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110 poesie dedicate all'anguria.

Boscotrecase: Giovanni D'Amiano presenta "L'anguria"


Boscotrecase: Giovanni D'Amiano presenta 'L'anguria'
20/09/2010, 09:09

Il prossimo 23 settembre, presso la sala del Consiglio Comunale di Boscotrecase, Giovanni D’Amiano presenterà il suo ultimo libro “L’anguria” edito da Edizioni Duemme di Torre del Greco. Un poemetto composto da 110 poesie.
Giovanni D’Amiano, medico pediatra e poeta per passione, ha scelto l’anguria come tema del suo libro perché è un frutto che gli ricorda l’infanzia e l’adolescenza. L’anguria era il “mangi e bevi” della tradizione contadina. Nell’intervista che segue, D’Amiano racconta un po’ della sua vita da scrittore.
Quali sono i temi che finora ha trattato nella sua produzione letteraria?
"I temi si evincono facilmente dal titolo delle raccolte: “Più del pane alla bocca”, 1981, Tipografia Fabri, Napoli, è l’amore per la poesia, necessaria più del cibo; “Occhi arrossati”, 1997, Libroitaliano, Ragusa, racconta il bisogno di vivere in uno stato di costante stupore verso il mondo; in “Un’ombra lunga”, 2005, Kaleidos, Napoli, tratto il tema dell’aborto, con le insanabili ferite che lascia per sempre; “N’anticchia ‘e Napule, 1997, in vernacolo napoletano, Edizioni Napoli è, Napoli, è una raccolta collettanea con altri quattro autori. Ho scritto dieci poesie sul tema della mia difficile infanzia contadina".
Quando ha avvertito il bisogno di scrivere?
"Ricordo di aver sempre scritto versi e tenuto un diario".
Quando scrive, trae spunto dalla vita quotidiana?
"La scrittura, sia in prosa che in versi, riconosce costantemente un richiamo autobiografico, e richiama ineluttabilmente problematiche attuali, sia di tipo sociale e sia (prevalentemente, nel mio caso) di tipo esistenziale (rapporto con le origini, con il destino, la religione, il tempo e i tanti perché connessi), ma anche non elude il “gioco” nella scrittura, il puro piacere e la forte sensualità (ben presenti, per esempio in “L’anguria”)".
Quali sono i suoi progetti futuri?
"Riuscire a raccontare la vita rurale, con le sue tradizioni, le sue fatiche, la sua umiltà".
Che cosa le offre la vita da scrittore?
"Scrivere mi consente un costante colloquio con me stesso, nella pace e nel silenzio della mia famiglia, e di una stretta cerchia di amici".
Che cosa coglie lo scrittore rispetto alla gente comune?
"Chi scrive ha una capacità di scrutare tra gli interstizi del reale certamente più acuta rispetto a chi non sente il bisogno di scrivere, capacità fatta di curiosità, di sensibilità e di piacere intimo. Insieme, ha una vivace fantasia che gli consente di ri-creare la realtà".
Perché gli italiani leggono poco?
"Gli italiani leggono poco perché la famiglia e la scuola non li educa alla lettura e alla confidenza con il libro. Lo Stato investe poco o nulla per la CULTURA. Letteratura, pittura, cinema, teatro, musica: pochi luoghi attrezzati e poche iniziative. I tagli indiscriminati operati dal governo, per la scuola e per cultura in genere, peggiora ulteriormente la situazione".
 
 
Nella foto: Giovanni D’Amiano e la moglie Marisa.
 

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di Rossella Saluzzo
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