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BRASILE: LA BOSSANOVA FESTEGGIA I SUOI 50 ANNI


BRASILE: LA BOSSANOVA FESTEGGIA I SUOI 50 ANNI
22/10/2008, 08:10

La Bossa Nova compie 50 anni. Il genere creato dal pianista Antonio Carlos "Tom" Jobim e dal chitarrista Joao Gilberto nel 1958 è stato e sarà per sempre la musica più bella e sofisticata del Brasile, un ponte tra il samba e il jazz che ragazzi di classe media delle spiagge di Copacabana e Ipanema, a Rio de Janeiro, lanciarono come rivoluzionario stile musicale, intriso di ottimismo e di modernità. Il Brasile di allora assomiglia molto a quello d'adesso. Un presidente simpatico, Juscelino Kubitcheck, aveva inventato dal nulla una nuova capitale, Brasilia, e prometteva una ripresa brasiliana di 50 anni in 5 anni. Così come oggi il "presidente operaio" Luiz Inacio Lula da Silva fa vivere al suo Brasile un boom senza precedenti.

Tutto il gigante sudamericano festeggia il mezzo secolo di Bossa Nova con mostre tematiche a San Paolo e a Rio, esportate nel palazzo dell'Onu, a New York, e fino in Cina, col restauro dei bar e dei locali più famosi in cui Tom si riuniva con i suoi adepti, il "poetinha" Vinicius de Moraes e l'imberbe Chico Buarque de Hollanda, e con centinaia di concerti basati su "Chega de Saudade" (autentico inno della Bossa Nova) e sulla "Garota de Ipanema", interpretati dai big attuali della musica popolare brasiliana (Mpb). Tutto è casuale nella storia della Bossa Nova: dal nome, dato da un'oscura segretaria del Collegio Israelita-Brasiliano di Rio a un concerto che dei giovani studenti volevano chiamare Samba Sessions. Su una lavagna scrisse che quella sera si sarebbero presentati "quelli della bossa nova", nome generico dato ai suonatori dal "nuovo bernoccolo". Fissati erano davvero i creatori della Bossa Nova nel desiderio di fare qualcosa di veramente originale: presero il canto senza vibrato da Chet Baker, un ritmo sincopato dalla percussione del samba, una linea melodica complicata dal jazz e dall'estro di Tom Jobim, e un modo nuovo di suonare la chitarra, a gruppi di accordi alternati al pollice, inventato genialmente da Joao Gilberto. Jobim è morto da 14 anni, Vinicius da addirittura 28. Ma Joao Gilberto è tornato sul palco per i 50 anni della Bossa Nova, a 77 anni suonati, dimostrandosi una volta tanto disponibile e felice, pur rispettando le sue classiche due ore di ritardo sull'orario annunciato.

La Fiat brasiliana ha anche lei celebrato lo storico evento, promuovendo un incontro senza precedenti tra Roberto Carlos, vincitore del Festival di Sanremo ai tempi di Sergio Endrigo, e Caetano Veloso, riuniti una volta nella loro vita a cantare i successi immortali di Jobim. Di Bossa Nova se né è parlato più all'estero che in Brasile, dove è sempre rimasta una musica d'elite. La notte del 21 novembre 1962 è restata famosa per il concerto di tre ore che Tom Jobim, Joao Gilberto, Luis Bonfà, Roberto Menescal e Sergio Mendes offrirono a un entusiasta pubblico di New York, alla Carnegie Hall. Cinque anni dopo "the voice" Frank Sinatra registrava con Tom Jobim uno dei dischi più venduti in tutto il mondo. La Bossa Nova faceva furore ovunque, dalla voce di Nara Leao, di Ella Fitzgerald o di Ornella Vanoni, al virtuosismo di Baden Powell, di Stan Getz o di Ryuichi Sakamoto. Il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, ha ricordato, nella mostra ospitata dal "Palazzo di Vetro", la Bossa Nova che lui aveva conosciuto mentre era studente a Seul: "Quella musica invocava un paese magico, allegro, amico, che mi faceva sognare. Era difficile trovare lp di Bossa Nova in Corea. Ma sempre c'era un soldato americano disposto a rivenderne un esemplare a noi ragazzi. L'inventiva della musica brasiliana era ed resta una cosa eccezionale".

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di Redazione
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