Cultura e tempo libero / Mostre

Commenta Stampa

Mostra su mitologia ellenica, eros, religione e politica

Brescia, Paolo Menon espone Oinodes, Le forme del bere e altre “che sanno di vino”


Brescia, Paolo Menon espone Oinodes, Le forme del bere e altre “che sanno di vino”
08/11/2010, 16:11

Sulla parete, sopra il caminetto del nostro ufficio di presidenza, campeggia una retrotela di Paolo Menon dal titolo «Questo non è un abate» con cui l’artista omaggia sia la genialità enologica di Dom Pérignon sia il surreale titolo-rebus «Ceci n’est pas une pipe» del celebre dipinto magrittiano. Ai lati della retrotela i ritratti pittorici dei fondatori delle Tenute La Montina: non per caso. Pensiamo, infatti, che l’omaggio di Menon al genio delle bollicine francesi, meritasse un posto d’onore nella nostra azienda franciacortina per ricordarci quotidianamente che c’è sempre da imparare da chi ha più esperienza di noi per migliorare le qualità del vino e accrescere i saperi. Un monito d’arte vivificante. E’ pertanto con sincera amicizia e gratitudine che vogliamo dedicare gli spazi espositivi del Museo d’arte contemporanea Remo Bianco in Franciacorta alla personale di Paolo Menon, artefice della nostra nuova immagine e autore della nuova bottiglia con cui celebriamo quest’anno il Ventennale (1990-2010) delle Tenute La Montina. Il titolo in greco antico della mostra, «Oinòdes» – «che sa di vino» –, la dice lunga sui contenuti scultorei che richiamano i personaggi della mitologia ellenica, le politiche legate al bere, gli oggetti liturgici per il culto cristiano e, dulcis in fundo, i piaceri dell’eros sollecitato dal vino buono. Tanti motivi per un percorso conoscitivo e ricognitivo davvero originale, dedicato al pubblico, a tutto il pubblico che apprezza il Franciacorta e che onora quotidianamente con le sue visite la nostra Cantina; un percorso dedicato agli artisti, alle personalità del mondo scientifico e culturale, politico e religioso che amano la bellezza e le bellezze del nostro territorio. Testo in catalogo di Maurizio Bernardelli Curuz, Critico d’arte, direttore del periodico «Stile Arte» e direttore artistico della Fondazione Musei Brescia. Paolo Menon nasce a Villanova del Ghebbo (Rovigo) nel 1950. E’ graphic designer e giornalista, scultore e saggista d’arte enoica. Fa parte degli artisti del Museo della Permanente di Milano. La sua Musa ispiratrice è attratta dal nettare di Dioniso e non ne fa mistero. Anzi, ne traccia spesso il profilo poetico e mitologico trasponendolo nella quotidianità del suo poliedrico lavoro. E’ invitato a presentare i suoi studi di grafica nel 1972 alla prima Biennale d’Arte pubblicitaria di Roma. Espone le sue prime tele alla Galleria La Conca di Milano nel 1976 e nel 2004 alcune «retrotele con tecnica dichiaratamente dadaista» alla Columbia University di New York dove presenta inoltre i suoi due volumi Per vino e per segno – Le più belle etichette d’autore vestono il vino italiano per i tipi del Centro Diffusione Arte di Milano. «Ma il dadaismo di Menon», scrive Martina Corgnati, «non è corrosivo come quello di Tzarà e colleghi, piuttosto è sorgente di eleganza ed elasticità». Con la personale Dei Tirsi divini – Rilievi di luce bronzea nel tempio onirico di Dioniso di Valdobbiadene (Treviso) nel 2006, Menon ripropone alcune figure del mito enoico in bronzo o simulandolo con «patine contemporanee di realismi virtuali» su terracotta e su supporti polimaterici provocando un «garbato disorientamento in chi li consideri nella loro sostanza o non si fermi al ritmo della composizione», come osserva Umberto Gavinelli. Menon è giornalista professionista dal 1982, quindi Art director di prestigiosi settimanali e mensili degli anni Ottanta. Decine di progetti grafici portano la sua firma negli anni Novanta. Fonda e dirige periodici di nicchia (equitazione, life style e vita in campagna) «con l’eleganza grafica», a detta degli esperti di settore, «e l’originalità di un maestro della comunicazione visiva che gli sono proprie». Dopo aver viaggiato l’Europa, i Paesi Arabi e importanti città degli Stati Uniti, nel 1990 si trasferisce da Milano a Perego, in alta Brianza, dove attualmente risiede e lavora. Hanno scritto di lui i critici d’arte: Martina Corgnati, Marina Mojana, Giorgio Falossi, Umberto Gavinelli, Luciano Caprile, Maurizio Bernardelli Curuz, il filosofo delle religioni Gaspare Mura, il filosofo-artista Mario Borgese, oltre a personaggi della cultura, scrittori e giornalisti.

Commenta Stampa
di redazione
Riproduzione riservata ©