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In prima fila numerosi magistrati

Camorra: territorio e legalità, dibattito a Napoli


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Camorra: territorio e legalità, dibattito a Napoli
20/03/2010, 13:03


NAPOLI - Oltre cento persone fra esponenti sindacali, delle associazioni civiche e delle cooperative anti camorra hanno partecipato all'incontro promosso da ISMIA dal titolo "territorio e legalità: storie e prospettive". Il confronto cui hanno preso parte Barbara Sargenti sostituto procuratore della DDA di Napoli, Raffaele Marino, procuratore aggiunto della Repubblica di Torre Annunziata, Alessandra Clemente figlia di Silvia Ruotolo uccisa dalla camorra nel '97 e Antonio Marciano coordinatore della segreteria regionale del PD  Campania, e' stato organizzato anche in vista della giornata nazionale in ricordo delle vittime delle mafie e del sedicesimo anniversario della morte di Don Peppino Diana. Gli interventi dei partecipanti sono stati moderati da Enrico Tedesco della Fondazione Polis, hanno approfondito il tema dell'etica in politica e degli strumenti che la politica può utilizzare per allontanare presenze inquinate ed inquinanti fra le proprie fila. Il pm Sargenti ha sottolineato:" è importante discutere di questi temi e farlo con maggiore frequenza aiuta ciascuno di noi a intensificare una coscienza civica determinante per la lotta alle mafie. Anche perché l'idea che la passività possa essere neutralità fra il bene e il male è grave e dannosa". Antonio Marciano ha ricordato "gli anni in cui sfilavano contro la nuova camorra di Raffaele Cutolo. Quello spirito di rivalsa  nei confronti di chi ci opprimeva deve tornare ad animare il cuore di ogni cittadino. La politica deve saper cogliere questa sfida, sapendo che non saranno tollerate ambiguità e tanto meno si possono accettare sottovalutazioni rispetto ad alcune presenze oscure che anche in queste elezioni popolano tante liste. Chi si candida a rappresentare questa comunità deve essere al di sopra di ogni sospetto". Emozionante l'intervento di Alessandra Clemente che ha ricordato la tragica scomparsa della madre e ha avvertito che: "il rischio che questa città possa rassegnarsi alla camorra c'é e bisogna combattere questa prospettiva con tutte le nostre forze". Chiusura affidata al procuratore Marino protagonista di tanti processi celebri di camorra:"la politica deve fare sistema con il sistema giudiziario. Spostando risorse, evitando che la benzina manchi alle volanti di polizia e che tanti di noi siano costretti a fare delle collette per dotare i nostri uffici delle attrezzature necessarie per fare le indagini. E' deprecabile invece la legge sui beni confiscati perché una certa discrezionalità rischia di vanificare il lavoro di anni nella lotta alla camorra".

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di Redazione
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