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Canzoni dall’armadio verde il nuovo attesissimo album degli Hueco


Canzoni dall’armadio verde il nuovo attesissimo album degli Hueco
01/04/2011, 16:04

Dopo lo strepitoso successo di critica dell’album d’esordio ritorna il duo pompeiano retro-avant- garde con Canzoni dall’armadio verde, un disco intimistico e corale, antico e moderno, struggente e arioso, multiforme e unitario. Un’originale avventura musicale per dare un respiro globale alla canzone italiana.

Esce a tre anni di distanza dal disco di esordio il nuovo cd degli Hueco, con la CNI music, la storica etichetta indipendente italiana, Canzoni dall’armadio verde, come il precedente, è una sorta di concept-album con una serie di citazioni interne e un sottile filo conduttore che lega tra loro le tredici tracce che lo compongono. Più diretto e maturo, più coinvolgente e suonato, meno artificiale, artificioso e meno di nicchia, l’album mette a fuoco e realizza appieno le aspettative di Living in a bathroom/ Pensando all’amore, il primo album.

Fondamentale è stato l’apporto creativo di vari musicisti, soprattutto la voce grezza e vibrante di Paola Castiello che conferisce alla musica degli Hueco una caldo e profondo colore soul. La copertina, una china colorata opera dell’artista pompeiano Rosario Lamberti che si è ispirato ai brani del disco, sembra suggerirci da subito la chiave interpretativa dell’intera operazione artistica e musicale. Può ricordare da vicino certe cover degli album progressive anni 70, Scuola di Canterbury in primis. E la musica degli Hueco, nel suo essere musica di confine e di commistione - tra l’analogico, il digitale, l’elettrico e l’acustico, - nella sua fusione di generi senza pregiudizi di sorta, nella ricercatezza degli arrangiamenti ricchi di particolari e nel suo essere contemporaneamente musica di intrattenimento, di ricerca e d’autore è in questo senso “progressiva”. Certo, oltre che di David Bowie e di molto cantautorato classico del Bel Paese, gli Hueco sembrano essere figli dell’art-rock e dei Roxy Music. Soprattutto con questo disco.

Non invecchiare mai: Quasi una ballata popolare sul tempo che passa. In tempo dispari. Una fisarmonica sintetica un po’ francese, un giro di basso un po’ dub inglese, una chitarra acustica folk-dark, un clavicembalo, una tammorra e un groove di percussioni electro accompagnano un testo diretto e importante che sottintende Leopardi: “Il tramonto della luna soprattutto, in cui il Poeta paragona la vecchiaia ad una notte buia in cui viene a mancare anche il conforto della luce lunare. “Notte senza luna è la tua immagine”, canta Vittorio”.

Un accorato invito a restare sempre giovani nello spirito, a drogarsi "sempre di un nuovo stupore" per la vita, nonostante sia impossibile sottrarsi alle leggi del tempo che lascia sempre "solchi infertili", non soltanto sul nostro viso. Tutta napoletana è l’attitudine del gruppo alla contaminazione e al melting pot culturale.

Curiosità: il videoclip, che sarà pronto a breve, con la regia del poliedrico artista Dagon Lorai, vede come sfondo l’interno di un ospizio.

Nel singolo anche una versione goth-exotica del TUCA TUCA di Raffaella Carrà

HUECO (che in lingua spagnola vuol dire vuol dire cavità, mancanza, vuoto) è un progetto di musica pop italiana sperimentale nato più di un decennio fa dall'incontro di Vittorio Esposto (voce, testi e musiche) e Nino Velotti (piano, tastiere, testi, musiche e arrangiamenti), con la collaborazione di vari musicisti. Il duo pompeiano ha pubblicato l’album Living in a bathroom/Pensando all’amore (Cut Records/ PA 74 Music), disco di sintesi in cui insieme al cantautorato classico italiano convergono diversi stili musicali, dal beat all’elettronica sperimentale, da melodie mediterranee d’altri tempi a sonorità care al dark e alla new wave. La particolare voce da crooner di Vittorio (frontman del progetto e curatore d’immagine dedito da sempre alla musica e al canto oltre che alle arti figurative), interpreta liriche profonde e raffinate per lo più concepite da Nino, che, cresciuto in una famiglia di musicisti e laureatosi in Filosofia, oltre che di musica si occupa anche di narrativa e poesia (Pinocchio 2000, Fabbri Editori; La T-shirt bianca e altri racconti, Mondadori Education; Giardino di Pésah, Selezione "Premio Montale"; ecc.). Qualche brano strumentale dell’album è stato usato sulla RAI come colonna sonora a diversi servizi, mentre i due singoli estratti, Gioca il mondo e Magnifica ossessione, sono schizzati in vetta alle classifiche di gradimento radiofoniche indipendenti.

Cosa offrono di nuovo gli Hueco al panorama musicale? Vintage e avanguardia, tanta libertà creativa ricercando poesia e bellezza e cercando di “dare stile al caos” della contemporaneità.

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di Redazione
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