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Capua. Solofria porta il suo ‘78 a Palazzo Lanza


Capua. Solofria porta il suo ‘78 a Palazzo Lanza
13/07/2011, 10:07

Il 14 luglio le storie di Aldo Moro e Peppino Impastato si intrecciano in “’78”, nuovo allestimento dello spettacolo scritto, diretto e interpretato da Roberto Solofria in cartellone al Palazzo Lanza di Capua per Il Teatro dell’Architempo. Dopo il debutto de “L’Incoronata”, la rassegna diretta e organizzata da Giuseppe Bellone ed Emanuele Tirelli si dedica al suo secondo appuntamento (ore 21.30) proseguendo idealmente il racconto della storia d’Italia. Quella prodotta da Mutamenti, è una messinscena che parte da personaggi scomparsi lo stesso giorno dello stesso anno, entrambi morti ammazzati: Moro dalle Brigate Rosse, Impastato dalla Mafia. Lo spettacolo si propone di entrare nelle due storie senza rischiare di abbandonarsi alla mera descrizione dei fatti, ma cercando di analizzare e conoscere davvero quello che c’è stato dietro, il contorno, le influenze più consistenti. Dietro, fino al brigatista che esegue materialmente la sentenza di morte di Aldo Moro e fino all’amico più caro di Peppino Impastato, quel Salvo che l’ha accompagnato in tutte le avventure, le battaglie e la rabbia che hanno portato la mafia, il capozona Tano Badalamenti, a decidere di liberarsi definitivamente di quel personaggio troppo scomodo. Secondo Roberto Solofria, “potremmo notare un parallelismo tra la vita del brigatista, ventenne impegnato politicamente che sceglie di entrare in clandestinità per combattere lo Stato e sognare un mondo migliore, e quella di Peppino, anch’esso impegnato politicamente ma che sceglie di combattere a viso scoperto e senza armi contro un altro potere, quello mafioso. Analizziamo le differenze, le contrapposizioni, le divergenze e le similitudini. Molte ‘motivazioni’ sembrano quasi ritornare da quel lontano ’78, sembra quasi di parlare di un oggi di disoccupazione, di licenziamenti, di lotta nelle fabbriche, di classe politica impopolare, immobile, chiusa alle giovani generazioni e ai cambiamenti. Un ieri che ricorda un oggi”.

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di Redazione
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