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La ''serie'' si completa nel 2014, 200esimo anniversario

Carabinieri, nel calendario 2011 i primi 50 anni dell'Arma


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Carabinieri, nel calendario 2011 i primi 50 anni dell'Arma
09/12/2010, 15:12

 NAPOLI - I primi 50 anni di storia dei carabinieri raccontati per immagini. E' il filo conduttore del calendario storico 2011 dell'Arma, primo di una serie destinata a concludersi nel 2014, anno del duecentesimo anniversario della fondazione del Corpo: ognuna delle prossime tre edizioni sara' dedicata a una tranche di mezzo secolo di vita dell'istituzione e, di riflesso, del Paese. Il calendario - presentato stamane presso la caserma Pastrengo - e' giunto a una tiratura di un milione e 350mila copie, 8mila delle quali tradotte in inglese, francese, spagnolo e tedesco.

Nato nel 1928, dopo l'interruzione post-bellica dal '45 al '49 la pubblicazione riprese regolarmente nel '50 e da allora e' stata puntuale interprete delle vicende dell'Arma e, attraverso di essa, della storia d'Italia. 

I dodici mesi accompagnano il lettore attraverso i momenti chiave del primi anni di vita del Corpo, dall'emanazione delle "Regie Patenti" del luglio 1814 all'Unita' d'Italia. "Nel 1814, anno di nascita dell'Arma - ha ricordato il ministro La Russa - le stazioni erano 113 e i carabinieri 803, con l'Unita' le stazioni erano gia' diventate 1.145 e i carabinieri 17.671, una crescita non solo quantitativa ma di preparazione, di professionalita', di specificita': oggi i carabinieri non sono tecnologicamente inferiori a nessuno, capaci di stare sulle strade delle nostre citta' e nelle missioni internazionali con la stessa efficienza e di proporsi - penso in particolare ai comandanti di stazione di certi piccoli paesi - come punto di riferimento della vita quotidiana al pari del parroco e del farmacista". "Ogni singolo particolare del carabiniere - scrive il generale Gallitelli nella prefazione - e' patrimonio di valori e di idealita' che, da sempre, orienta e sostiene la silenziosa azione di ogni carabiniere alla ricerca della piu' ambita delle gratificazioni: la fiducia e il consenso della gente". Il tutto nella consapevolezza che l'identita' e la cifra istituzionale del Corpo stanno "nell'impareggiabile patrimonio dei propri uomini e delle proprie donne, con i loro ideali e le loro salde motivazioni professionali".

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di Redazione
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