Cultura e tempo libero / Viaggi

Commenta Stampa

Carnevale a Sauris


Carnevale a Sauris
09/02/2011, 12:02

Il fascino della montagna innevata, il richiamo da antichi riti, il gusto di piatti inusuali: tradizionale come la sua lingua di origine tedesca e le sue architetture in pietra e legno, il Carnevale di Sauris – Voshankh - si svolge da secoli in Carnia secondo i medesimi rituali ed ha il suo clou quest’anno il 5 marzo.

Secondo una trama la cui origine si perde nella notte dei tempi e vede coinvolto tutto il paese, protagonisti della festa sono due figure mitiche, il “Rölar” e il “Kheirar”. Il Rölar è una figura magica e demoniaca armata di una scopa che avverte la gente che si prepari per la mascherata. Il suo nome deriva dai “rolelan”, i campanelli che porta legati attorno alla vita e agita in continuazione. La sua faccia e le sue mani sono annerite dalla fuliggine; indossa abiti rozzi ed ha la testa fasciata con un fazzoletto a frange. Con lui c’è il Kheirar, il re delle maschere che orchestra lo svolgimento della festa: il volto celato da una maschera di legno, ha vesti lacere e una scopa in mano, che usa per battere alle porte delle abitazioni in cui vuole entrare. Dopo aver spazzato il pavimento, introduce a turno coppie di maschere che intrecciano antiche danze al suono della fisarmonica.

Le due figure percorrono durante la giornata le vie di Sauris e delle sue frazioni, accompagnate da un corteo di maschere, che possono essere brutte (Schentena schembln) o belle (Scheana schembln): l’importante è che chi vi partecipa sia irriconoscibile e quindi abbia il volto coperto. Le maschere che coprono il volto sono di legno e si rifanno a quelle antiche, di cui sono conservati bellissimi esemplari al Museo di Arti e tradizioni Popolari di Tolmezzo.

All’imbrunire, prende il via una suggestiva passeggiata fra i boschi, a cui tutti sono invitati, la Notte delle lanterne: il corteo guidato dalle maschere, parte da Sauris di Sopra al lume delle lanterne e si inoltra nel bosco alla volta di un grande falò propiziatorio innalzato in una radura. Attorno al fuoco, ci si riscalda con vin brulè e dolci. Al ritorno in paese, cena al suono di musiche tradizionali con le specialità della cucina saurana, “enclave” goloso di quella carnica, con piatti particolarissimi quali il dunkalte con polenta a base di carne di maiale e salsicce cotti nel latte o le vle, aromatiche frittelle con menta selvatica e, ovviamente il pregiato prosciutto IGP di Sauris, dolce e leggermente affumicato.

Commenta Stampa
di redazione
Riproduzione riservata ©