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Caserta. La magica concettualità di Stefanoni alla galleria Nicola Pedana Arte Contemporanea


Caserta. La magica concettualità di Stefanoni alla galleria Nicola Pedana Arte Contemporanea
21/03/2012, 17:03

Si inaugurerà sabato 21 aprile alle ore 19, presso la galleria Nicola Pedana Arte Contemporanea in via Don Bosco 7 a Caserta, la mostra personale “Magica concettualità” di Tino Stefanoni. L’artista sarà presente al vernissage.
Si tratta di un evento di straordinaria rilevanza. Erano alcuni decenni che il maestro, presente da circo mezzo secolo nel mondo internazionale dell’arte, non esponeva nel Meridione italiano. In esposizione ci saranno quindici opere su tela e una serie di lavori su carta.
In occasione del vernissage sarà presentato il catalogo a cura di Enzo Battarra, che così scrive: “Lineare. La pittura di Tino Stefanoni è lineare. Logica e funzionale, la sua è una scrittura pittografica, ogni opera è una mappa lineare. Utilizza unità linguistiche che sono certezze matematiche, immagini senza tempo e senza spazio, icone dell’assoluto. La sua pittura è un’autentica cosa mentale, è un esercizio della ragione retto da archetipi della forma e del colore. Eppure, tutto vibra all’interno dell’opera. C’è un cuore che batte scandendo il ritmo dei pensieri. La passione non è ostile alla ragione, ma si compenetrano, si contaminano. E’ questa la magia, la magica concettualità”.

Tino Stefanoni, nato a Lecco nel 1937, ha studiato al Liceo Artistico Beato Angelico e alla facoltà di Architettura del Politecnico di Milano. Da più di quarant’anni è presente nel mondo internazionale dell’arte.
Il lavoro di Tino Stefanoni, pur non appartenendo in senso stretto a quello dell’arte concettuale, di fatto si è sempre sviluppato nella stessa area di ricerca. Ha sempre guardato al mondo delle cose e degli oggetti del quotidiano, proponendoli nella loro più disarmante ovvietà, come tavole di un abbecedario visivo o pagine di un libretto d’istruzioni dove le immagini sostituiscono le parole. A differenza del mondo animale e del mondo vegetale che non sono di pertinenza dell’uomo, il mondo delle cose è invece l’unico segno tangibile della sua esistenza, e quindi di sua proprietà, traccia del suo pensiero e della sua storia dove si possono creare arte e bellezza che non sono l’arte e la bellezza della natura.
E’ evidente, nella ricerca, l’interesse a voler presentare le cose più che a volerle rappresentare e, al tempo stesso, a rivestirle di sottile ironia e magia tratte da un’operazione asettica come in un sogno lucido, per intenderci, che può far convivere elementarità e mistero, due elementi che per loro natura non sono affatto prossimi ma vicini per contrappunto.

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di Redazione
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