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CELENTANO: RIVOLUZIONE IN PUNTA DI PIEDI


CELENTANO: RIVOLUZIONE IN PUNTA DI PIEDI
27/11/2007, 13:11

La situazione degli ascolti è buona. Non è certo una sorpresa per Adriano Celentano, ma probabilmente il fatto che ad essere intasato non sia soltanto il suo, di lavandino, ha spinto molti a sintonizzarsi sullo show del molleggiato.

La RAI forse si aspettava di più, il picco di 11 milioni e mezzo di spettatori di ieri sera è ancora ben lontano da quei 16 milioni totalizzati dal precedente RockPolitik, ma "La situazione di mia sorella non è buona" ha comunque realizzato il record di ascolti per quest'anno (calcio escluso), e ha senz'altro beneficiato meno dell'attesa spasmodica creata per il precedente show.

Sull'aspetto formale dello spettacolo ci sarà tempo di osservare meglio quello che il cantante ha pensato come un film girato in diretta, sui contenuti invece le novità sono poche, e potrebbe essere una buona notizia.

Adriano ci prova, come al solito, a vestire i panni del predicatore laico, dell'uomo saggio in contatto e dialogo costante con la terra e la natura.

La sua filosofia, nel corso degli anni ha accolto accenti e contaminazioni un pò da tutte le parti, come quando per parlare con i tifosi usa la metafora, centrale nel buddismo, del fiore di loto, che bianchissimo e puro, nasce solo dal fango:

"Siate voi il motore del vostro cambiamento, il segnale deve partire dall'interno: sulle maglie scrivete a caratteri cubitali "ULTRA", senza accento, seppellite tutti gli oggetti di violenza che caratterizzano la vostra identità, e andate negli stadi a viso scoperto".

Tra una canzone e un siparietto l'attualità entra nello show anche tramite la politica. Giudizi per Prodi, e per Berlusconi, una frecciatina a Mastella, il tutto in uno stile morbido, che cerca di convincere piuttosto che spaccare, un modo per dire: se volete avere ragione e approvazione dovete cambiare, rivoluzionare voi stessi, e magari avvicinarvi alle mie posizioni.

Così giustifica l'impopolarità dell'attuale premier, con il "clamoroso sospetto" che Prodi sia impegnato a costruire un'azione politica che guarda un pò più lontano del solito, e sprona Berlusconi a far seguire i fatti alle parole: "Silvio, se vuoi voltare pagina devi fare una rivoluzione dentro di te, dare un segnale che non sei più quello di ieri, senza aver paura di mettere in discussione i progetti della Moratti e tutto ciò che è contro la natura. Se non lo farai non sarai un "ultra" e il tuo partito - conclude Celentano - invecchierà quando meno te lo aspetti".

Così, tra una telefonata di solidarietà a Milena Gabanelli di Report, e una critica feroce all'architettura italiana, ("La Bocconi? Un mostro! Gli studenti appena entrano si suicidano tutti") Adriano prova a fare la rivoluzione nel suo stile, in punta di piedi.
La strada giusta, per Celentano, passa dalla rinascita dei valori antichi, che nascono nella famiglia, per giungere a una solidarietà più espansa, perchè: "le votazioni non servono, cioè il voto è importante, ma non servono se la gente non risorge da dentro".

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di Redazione
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