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Che bella giornata, la recensione


Che bella giornata, la recensione
20/01/2011, 15:01

Checco è un ragazzo di origini pugliesi che vive ancora con la famiglia in Brianza e che ha come unico sogno quello di diventare carabiniere. Riesce con una raccomandazione a diventare guardia della sicurezza alla Madonnina al Duomo di Milano. Farah, terrorista, vuole far saltare la cattedrale, ragion per cui vuol stringere una forte amicizia con Checco. Da qui succederà davvero di tutto.
Zalone con questa pellicola senza pretese filosofiche o politiche, cerca di prendere in giro molti temi attuali della nostra Italia: raccomandazioni, terrorismo e vita difficile o quasi impossibile dell'italiano medio. Per molti aspetti ci riesce, ma non bisogna crearsi troppe aspettative: Zalone è un comico targato tv, che con il suo secondo film (Il primo è "Cado dalle nubi", altro film molto piacevole) prova a far ridere senza tralasciare alcune riflessioni "leggere". Certo alcune gag sono particolarmente riuscite, ma scordatevi la visione del comico che vuol dare la sua visione politica o sociologica delle cose: Zalone vuol far ridere in maniera spensierata. La comicità italiana spesso è riconducibile alla commedia all'italiana di Age & Sarpetta, piuttosto che a Totò e Vittorio De Sica, noi spettatori dovremmo sapere che ormai tutto è cambiato, che quei tempi sono irripetibili; se si va al cinema per passare un paio d'ore in allegria e spenseriatezza senza troppe pretese, allora sì che questo film fa per voi.

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di Roberto Russo
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