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CHE COS'E' L'AMORE?


CHE COS'E' L'AMORE?
26/02/2008, 15:02

Che cos’è Amore? A questa domanda gli uomini hanno dato risposte diverse di generazione in generazione: rispetto, possesso, sublimazione eterea…
Uno dei più grandi filosofi dell’umanità, Platone, aveva risposto a questo interrogativo esistenziale già 4 secoli prima di Cristo. Platone nasceva cuspide tra Toro e Gemelli: già dai primi momenti della sua vita, si poteva dunque prevedere che la sua non sarebbe stata una vita lineare, ma che sarebbe stato un continuo intrecciarsi di storie e soprattutto di idee. Nei suoi 80 anni di vita ha scritto dialoghi e opere su ogni argomento riguardi la vita sociale, gli affetti, la giustizia, il sesso e l’origine del mondo.

Di questi argomenti per gli ateniesi era normale parlare all’ora di cena o immediatamente dopo il pasto serale. E’ proprio nel dopo-cena che si ambienta uno dei più celebri dialoghi di Platone, Il simposio. In questo dialogo, che comunque vede sempre protagonista il maestro di Platone, Socrate, si inda ga la forza con la quale Eros di impadronisce dell’uomo. Chi è e cos’è Eros? Uno degli dèi dell’Olimpo? Un dèmone? Un semidio? Il dialogo in questione si apre proprio nell’ora quieta che segue la cena, nella casa di un poeta ateniese. Poeti, letterati, uomini della politica si interrogano a vicenda sulla tematica amorosa. Di Eros tutti si sono fatti un’idea diversa: Eros è la divinità più giovane e più bella. Eros è l’origine del Tutto e la forza che domina la natura- Eros è la volontà di eternarsi procreando. Eros è la divinità più valorosa perché riesce a dominare perfino la guerra.

E’ proprio leggendo quest’opera nasce la definizione di amore platonico, inteso come rapporto amoroso assolutamente casto. Ebbene, forse in questo Platone è stato un po’ frainteso, perché un riferimento all’amore terreno, nel Simposio c’è. L’immagine che risulta vincente di Eros è quella di dèmone: Eros, come essere intermedio tra il divino e il mortale, non è un dio, ma un dèmone che incarna la tendenza al possesso perpetuo del bene e della felicità. Il passaggio successivo? Dall'amore per la bellezza dei corpi e delle cose terrene, l'anima, sotto l'impulso di Eros, può arrivare gradatamente all'amore per il bello in sé e alla verità. Solo in questo modo l'uomo può generare non apparenze di virtù, ma virtù autentiche, garantendosi l’immortalità. Eros stesso dunque, che in gioventù infiamma gli ormoni come un ossesso, ci accompagna verso la pace del sensi. E verso la conoscenza di noi stessi. Parola di Platone, che dice:

La giusta maniera di procedere da sè nelle cose d' amore è questa: abbandonare le cose belle di quaggiù, per raggiungere il Bello, salire sempre di più, come procedendo per gradini, da un solo corpo bello a due, e da due a tutti i corpi belli, e da tutti i corpi belli alle belle attività umane, e da queste alle belle conoscenze, e dalle conoscenze procedere fino a che non si arrivi a quella conoscenza di null'altro se non del Bello stesso, e così ,giungendo al termine, conoscere ciò che é il bello in sé.

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di Serena Riviezzo
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