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Oltre sette milioni di euro incassati in soli due giorni

Checco Zalone da record: al botteghino battuto anche Avatar

L'incredibile successo di "Che Bella Giornata"

Checco Zalone da record: al botteghino battuto anche Avatar
08/01/2011, 11:01

Sul web, gli articoli dedicati a "Che bella giornata", l'ultima pellicola cinematografica che vede protagonista il comico Checco Zalone, hanno tutti fatto registrare un gran numero di visite e di reazioni. Le stroncature della critica e le conseguenti polemiche riguardo le presunte offese ad Islam ed esercito italiano, poi, hanno contribuito ad innalzare ancora di più il livello di curiosità degli spettatori.
Alla fine, stando agli oltre 7 milioni di euro incassati in soli due giorni dal film diretto da Gennaro Nunziante, sembrerebbe proprio che, almeno nel caso zaloniano, il detto wildiano "bene o male purchè se ne parli" abbia funzionato più che bene; talmente bene da regalare alla "creatura" del comico pugliese il primato assoluto al box office italiano.
La pellicola prodotta dalla Taodue e distribuita da Medusa, ha infatti superato colossal apperentemente inarrivabili come Avatar ed Harry Potter. Nessun film, nella storia del cinema nostrano, aveva mai raggiunto simili cifre. Difficile spiegare l'enorme successo di "Che bella giornata" se non concedendo enormi meriti al protagonista ed anche a tutto il resto dell'impianto narrativo. L'idea di incrociare due dei temi più caldi dell'attualità (guerre religiose e miseria meridionale) si è infatti dimostrata vincente ed è stata apprezzata e premiata dal pubblico. Certo: i luoghi comuni abbondano ed alcune battute sono stucchevolmente banali ma, al di la di ciò che aveva fatto storcere il naso ai critici di settore, i fan di Zalone non hanno reputato scandalosi i riferimenti irriverenti all'esercito italiano e l'attentato (fallito) alla Madonnina del Duomo di Milano.
E così, dopo il grande successo di "Benvenuti al Sud" del duo Siani-Bisio, ancora una volta il cinema "made in terronia" stravince sulla concorrenza e dimostra l'eterna abilità carismatica degli artisti meridionali. Il flop quasi totale (e prevedibile) del cinepanettone di De Sica, invece, sottolinea la tendenza del pubblico cinematografico a preferire pellicole anche frivole ma non così sfacciatamente prevedibili e strariparti di skatch già visti e battute vecchie di 20 anni.

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di Germano Milite
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