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Chiude l'ultima fabbrica al mondo di macchine da scrivere


Chiude l'ultima fabbrica al mondo di macchine da scrivere
27/04/2011, 09:04

Da quando il mercato dei computer ha cominciato ad espandersi in tutto il mondo, quello delle macchine per scrivere ha iniziato il suo declino, fino a portare al capolinea un oggetto che, un tempo fortemente richiesto e venduto, oggi viene considerato piuttosto antiquato.
In Occidente è da tempo, ormai, che ad acquistare una macchina da scrivere sono soltanto i nostalgici o i collezionisti. Da circa un decennio, infatti, ovvero dall'ascesa dei computer sui mercati internazionali, la macchina da scrivere viene considerata come un pezzo d'antiquariato, non più funzionale alle esigenze dei consumatori. In Asia, invece, fino a qualche tempo fa la situazione era diversa. Ma poi il boom economico che ha investito il subcontinente asiatico e il relativo calo dei prezzi dei computer hanno sancito anche lì il declino di questi apparecchi.
Così, qualche giorno fa, ha chiuso i battenti anche l'ultima fabbrica al mondo di macchine da scrivere, la Godrej & Boyce di Mumbai, in India. Dunque esce definitivamente di scena quest'oggetto di invenzione italiana (la prima macchina da scrivere fu ideata dal novarese Giuseppe Ravizza nel 1846), che nel XX secolo ha fortemente modificato il modo di lavorare nelle aziende. Il direttore generale dell'azienda indiana, Milind Dukle, ha spiegato alla stampa locale che nel corse degli ultimi decenni la situazione è peggiorata sempre più: negli anni Novanta l'azienda riusciva a vendere sul mercato asiatico circa 50mila esemplari, ma poi, a partire dal 2000, anno in cui i computer hanno iniziato a dominare il mercato, la domanda di macchine da scrivere ha iniziato a diminuire. Le altre fabbriche produttrici di macchine da scrivere hanno fermato progressivamente la produzione e chiuso i battenti, mentre la Godrej & Boyce ha continuato a lavorare, sfruttando principalmente i mercati delle agenzie di difesa, dei tribunali e degli uffici governativi. Fino al 2009 ha prodotto 10-12mila pezzi all'anno, ma nel 2010 ne ha venduti meno di 800. Di qui l'esigenza di chiudere. In magazzino restano ancora soltanto 200 macchine da scrivere, la maggioranza delle quali con caratteri arabi.

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di Vanessa Ioannou
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