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L'attore romano lancia frecciate a De Laurentiis.

Christian De Sica lascia i Cinepanettoni


Christian De Sica lascia i Cinepanettoni
23/08/2013, 08:58

ROMA - Un'ultima partecipazione e poi basta. Questa la decisione di Christian De Sica, che non sarà più il protagonista dei famosissimi cinepanettoni. L'ultimo di una lunga serie cui l'attore prenderà parte è "Colpi di fortuna", il film che inizierà a girare il prossimo 2 settembre, con la regia di Neri Parenti. De Sica si è detto stanco di interpretare ruoli più o meno simili in situazioni grottesche che si ripetono all'infinito: "Se il pubblico non si è stufato forse un po’ di merito è anche mio, di questa faccia che ha continuato a far ridere. Se sei un cane e reciti l’Amleto hai sempre il testo di Shakespeare dietro cui nasconderti. Ma se reciti uno sketch di Amurri, Verde e Costanzo e non sei bravo, non puoi resistere tanti anni". De Sica vorrebbe cambiare genere, ma le malelingue vociferano di una rottura del rapporto con il produttore Aurelio De Laurentiis, che avrebbe scatenato il suo "rifiuto": "Avrei potuto non firmare tante esclusive con Aurelio. Ho creduto alle sue promesse. Firmavo un contratto per cinque film perché avrei dovuto farne due come attore da solo, uno come regista, uno magari con Nuti e uno con Verdone. Ma poi mi spiegava che se metteva me e Verdone in un unico film ci perdeva, perché bastava uno solo ad attirare il pubblico". Sul web circola un'indiscrezione che parla di un sms inviato dal presidente del Napoli a Parenti in cui si anteponeva la scelta di Francesco Mandelli proprio a quella di De Sica, e si sarebbero incrinati anche i rapporti tra l'attore e Neri. In tanti lo vorrebbero di nuovo in coppia con Massimo Boldi, un duo di successo che ha fatto ridere per tanti anni gli italiani davanti al piccolo e al grande schermo: "Potremmo interpretare un film intitolato Cinepanettone dove siamo due vecchi attori incavolati neri e raccontiamo quello che sappiamo di De Laurentiis, dei soldi, delle signorine di Berlusconi, delle raccomandazioni, delle stupidate".

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di Armando Brianese
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