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Tenuto all’Hotel NH Ambassador

Cia, a Napoli convegno: "Sicurezza per lo sviluppo"


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Cia, a Napoli  convegno: 'Sicurezza per lo sviluppo'
09/04/2011, 14:04

La Cia interprovinciale Napoli-Caserta ha tenuto all’Hotel NH Ambassador a Napoli (Via Medina, 70 ) un convegno sulla tematica: “Sicurezza per lo sviluppo”. Parteciperanno al convegno :il prefetto Nicola Izzo, Autorità di Gestione del Pon sicurezza per lo sviluppo, l’europarlamentare Enzo Rivellini, il prefetto di Napoli Andrea De Martino; il governatore della Campania Stefano Caldoro, il presidente nazionale della Cia Giuseppe Politi.
I lavori sono stati introdotti dal presidente interprovinciale della Cia di Napoli-Caserta Salvatore Ciardiello e saranno moderati da Aurelio Grasso, presidente della Cia di Benevento. La relazione tecnica è stata tenuta da Mario Grasso. Il convegno ha avuto il patrocinio della Regione Campania e della Camera dei deputati.
Il convegno, oltre a discutere sulle tematiche attualissime della criminalità organizzata, delle nuove ecomafie e dei costi della criminalità in termini economici e sociali, denuncia la sfiducia dei cittadini e pone attenzione sui binomi inscindibili sicurezza-sviluppo, legalità-libertà.
Su questi binomi si è fondato il programma sulla sicurezza per lo sviluppo della Cia; programma dove si parla di libertà, di contrapposizione all’illegalità, di educazione alla partecipazione attiva del cittadino, di sogni, di speranze, di imprese che nascono, e che crescono, di ragazzi che studiano e non evadono la scuola, di spazi cittadini pensati dai e per i cittadini, di strutture comunali che diventano centri di aggregazione giovanile, o incubatori di imprese o centri per il lavoro sommerso; dove si sfruttano le risorse comunitarie e regionali per creare strutture comunali da mettere a disposizione dell’associazionismo e del volontariato sociale; dove le piazze diventano luoghi vitali di discussione e di educazione; dove strutture inutilizzate o immobili confiscati alla mafia i nonni, i genitori, i maestri e i ragazzi imparano a parlare, a confrontarsi, imparano il dialogo, la forza delle differenze e quella dell’alleanza.
Tutto ciò perché il pensiero, la creatività, la genialità, la voglia di costruire e di rischiare, di iniziare, hanno una precondizione comune: quella della libertà. E tolta quest’ultima si elimina la condizione essenziale per la crescita di un essere umano e, quindi, si elimina la condizione fondamentale dello sviluppo economico e sociale di un territorio.

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di Redazione
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