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Sempre meno iscritti e sempre più scuole chiudono

Cina: arti marziali in crisi. Si preferiscono scuole tradizionali


Cina: arti marziali in crisi. Si preferiscono scuole tradizionali
01/09/2011, 12:09

Le arti marziali in Cina, da sempre una delle più antiche tradizioni, stanno perdendo gloria e soprattutto studenti. “Sono tempi duri” riferisce l’agenzia ‘Nuova Cina’ in materia, e lo sono al punto tale che le scuole di arti marziali in Cina, alcune anche tra le più prestigiose e rinomate, stanno via via scomparendo. Questo avviene soprattutto nella provincia dell’Anhui e in quella centrale dell’Henan di antica tradizione e secondo i dati forniti dal centro di arti marziali e boxe cinese, verso la fine degli anni novanta, nella sola provincia dell’Anhui c’erano oltre 200 scuole di arti marziali. Attualmente ne sarebbero rimaste meno di sessanta.
A Dengfeng, la città dove si trova il tempio di Shaolin, famoso per il buddismo zen e per essere un importante centro per la pratica delle arti marziali, il numero delle scuole è passato da 100 nel 2000 alle 48 di oggi. Secondo Tang Shanzhong, capo del dipartimento delle attività sociali del centro di arti marziali e boxe, uno dei motivi che hanno portato alla decadenza di queste scuole, è che sempre meno genitori spingono i loro figli ad iscriversi, optando maggiormente per scuole più tradizionali. Un’altra causa, secondo gli esperti, potrebbe essere ravvisata nella mancanza di prospettive di lavoro per coloro che frequentano queste scuole.
L’arte marziale cinese è conosciuta anche con il nome di wushu o kung fu. Si tratta di tecniche di combattimento basate su attacco e difesa effettuate sia a mani nude che, in alcuni casi, con l’uso di armi.

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di Antonio Formisano
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