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Il 13 ovembre in uscita il tripolo "Io ci sono"

Cinquanta big della musica per ricordare il mito di Gaber

Da Ligabue a Baglioni per non dimenticare G.

Cinquanta big della musica per ricordare il mito di Gaber
06/11/2012, 19:45

ROMA - Cinquanta canzoni per ricordare una carriera straordinaria, dai primi passi del rock’n’roll italiano alla canzone popolare, fino alle grandi prove del teatro canzone. A dieci anni dalla scomparsa di Giorgio Gaber, il 13 novembre esce “Io ci sono”, un triplo cd che raccoglie, in ordine cronologico, le interpretazioni che, su richiesta della Fondazione che porta il suo nome, buona parte dei nomi più importanti di diverse generazioni della musica italiana ha realizzato canzoni di Gaber. Si comincia da “Ciao ti dirò”, la prima incisa e anche l'ultima cantata dal vivo, insieme con Adriano Celentano durante “125 milioni di caz...te”, lo show di Rai1. Nell'album ci sono i grandi nomi come Luciano Ligabue, Laura Pausini, Claudio Baglioni, Franco Battiato, Ivano Fossati, Lucio Dalla, Gianni Morandi, Gianna Nannini, l'amico e complice di una vita Enzo Jannacci, Massimo Ranieri, Roberto Vecchioni, Biagio Antonacci, Ornella Vanoni, la nuova generazione della canzone d'autore come Daniele Silvestri, Samuele Bersani, Dente, rapper come J Ax e gli Articolo 31, nuove star come Emma e Noemi, un esperto entertainer come Renzo Arbore, band come Baustelle e Negramaro. La prima impressione che si ha ascoltando le tracce è che pochissimi siano andati oltre Gaber, scegliendo di reinterpretare la sua opera: per lo più si tratta di riletture rispettose, molto fedeli all'originale. In certi casi, addirittura, si arriva a riproporre toni e sfumature della voce. Qualcuno però lo ha fatto. Il più radicale è stato Enzo Jannacci (uno di famiglia) che ha trasformato in una ballad il rock’n’roll di “Una fetta di limone”. J AX, con sommo sprezzo del pericolo, riveste di chitarroni metal “Eppure sembra un uomo”, Enrico Ruggeri trasforma in un rock un classico come “Un’idea”, gli Articolo 31 danno i suoni della patchanka a “Io non mi sento italiano”, Marco Mengoni porta nel funk “Destra sinistra”, Gianna Nannini trasforma in una lettura con sfondi sonici “L’attesa”. Ci sono presenze sorprendenti come quella di Patti Smith, alle prese con la versione inglese di “Io come persona”, c’è il pezzo di bravura di Giuliano Sangiorgi che con i Negramaro interpreta la bellissima “Quando sarò capace di amare'”, Renzo Arbore indossa gli abiti del crooner per la deliziosa “Non arrossire”, mentre Luciano Ligabue è davvero pertinente e a suo agio con “Qualcuno era comunista”. Claudio Baglioni (“Le strade di notte”), Gigi D'Alessio (“Ora che non sono più innamorato”) ed Eugenio Finardi (“I reduci”) leggono i brani di Gaber con lo stesso pathos che mettono nella loro musica, Daniele Silvestri (“Il signor G nasce”) e Samuele Bersani (“Il conformista”) si muovono come pesci nella loro acqua, mettendo in scena la loro passione di cultori devoti. Franco Battiato con la sua levità inchioda l'ascoltatore all'invettiva di “La parola io”, Laura Pausini è molto rispettosa della melodia di “Non insegnate ai bambini”, i Baustelle affrontano con eleganza “Latte 70”. L'edizione de luxe del cofanetto presenta tre brani in più: la versione per solo piano di Roberto Cacciapaglia di “Non arrossire”, “Quando sarò capace di amare” proposta da Ron e la storica cover di “Lo shampoo” di Mina.

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di Valerio Esca
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