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Ciriaco De Mita presenta "La Storia d'Italia non è finita"


Ciriaco De Mita presenta 'La Storia d'Italia non è finita'
19/09/2012, 12:03

Giovedì 20 Settembre alle ore 16.30 presso la Sala degli Angeli dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli si svolgerà la presentazione del volume di Ciriaco De Mita “La storia d’Italia non è finita” (Guida Editore).

 

Discuteranno dei temi del libro, insieme con l’autore, alcuni dei più illustri componenti del comitato scientifico della Scuola Europea di Alti Studi Politici dell’Università Suor Orsola Benincasa: Piero Craveri, professore emerito di Storia contemporanea all’Università Suor Orsola Benincasa, Lucio d’Alessandro, Rettore dell’Università Suor Orsola Benincasa, Biagio De Giovanni, professore emerito di Filosofia della politica all’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” ed ex presidente della Commissione per gli affari istituzionali del Parlamento Europeo e Giuseppe Galasso, accademico dei Lincei e professore emerito di Storia medievale e moderna all’Università Federico II di Napoli.

 

 

Presentazione del volume di Ciriaco De Mita

 

In un punto imprecisato del tempo pare che il nostro Paese sia entrato in un’altra storia, in cui occorre immaginare coordinate di senso differenti da quelle del passato. Per farlo, Ciriaco De Mita muove da tre domande. La prima riguarda l’esistenza o meno di un punto critico a partire dal quale la nostra vicenda sarebbe diventata il fantasma di se stessa: esiste questo punto o è solo una bella immagine per indicare una cosa diversa, il cui significato va ricercato su un altro piano? La seconda domanda consiste nel tentativo di ri-vivere la storia d’Italia, che non significa raccontarla ma chiamarla in causa e, insieme, liberarla dagli stereotipi. La terza, più che una domanda, è la scommessa che la storia possa essere pensata, e quindi oltrepassata, in direzione del futuro. A queste domande l’Autore dà una risposta da cui sarà inevitabile per chiunque partire, se intende ancora riflettere e cercare di capire.

 

Lo sguardo di De Mita si rivolge alle due coordinate del nostro tempo. In primo luogo, lo sguardo rivolto a ciò che è accaduto e a quel che sta accadendo si sofferma su di una società che non è più pensabile come un insieme coerente di parti, come un tutto omogeneo o comunque riconducibile ad unità. Una “società senza rappresentanza” in cui, scomparsi i partiti storici, non solo non si riesce a rispondere alle diverse spinte e articolazioni, alle sollecitazioni di spazi di autonomia, di partecipazione, in una parola, di libertà, ma si fatica a tracciare i quadri interpretativi entro cui la trasformazione va pensata perché possa essere superata. In secondo luogo, lo sguardo rivolto al futuro che vede, invece, la possibilità di una società che si raccoglie e cresce intorno al fuoco delle comunità, cioè di realtà che, da un lato, sono la creta in cui si forma e si consolida la memoria e, dall’altro, trattandosi di una memoria che è utopia e immagine del futuro, possono offrire agli uomini di questo tempo mobile i punti fermi entro cui organizzare la propria nuova storia.

 

Così anche i tanti personaggi - da De Gasperi a Moro, da Sturzo a Berlinguer - più che narrati, sono originalmente rivissuti dall’Autore, così che cessano di essere ombre incerte sulla scena del ricordo collettivo, quasi fantasmi che sfuggono alla mente, e diventano i testimoni di un’eco: la storia d’Italia non è finita, la luce dell’intelligenza è ancora accesa

 

 

La Scuola Europea di Alti Studi Politici

 

La Scuola Europea di Alti Studi Politici, nata nel 2010 all’Università Suor Orsola Benincasa, si propone ogni anno di offrire ad un selezionato numero di laureati, operatori della vita pubblica, un’alta formazione nel campo dell’analisi e della programmazione strategica delle scelte relative alla vita collettiva nei suoi diversi livelli nazionali ed internazionali. Il programma didattico è articolato in lezioni magistrali con cadenza settimanale affidate a studiosi ed esperti di livello nazionale ed internazionale, seguite da un dibattito con i corsisti.

 

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di Redazione
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