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Coldiretti: Pasta record all'export, ma grano sottocosto


Coldiretti: Pasta record all'export, ma grano sottocosto
07/11/2013, 12:25

NAPOLI - Nonostante non si sia mai mangiata così tanta pasta italiana all’estero, con uno storico record delle esportazioni,  quest’anno il grano duro è stato sottopagato agli agricoltori italiani e campani, su valori di 23 centesimi al chilo, inferiori di circa il 20 per cento rispetto allo scorso anno, ben al di sotto dei costi di produzione
L’esportazione della pasta italiana raggiunge il suo record storico, mentre il prezzo del grano, importante settore agricolo della Campania, non copre neanche i costi di produzione. E’ quanto denuncia  Coldiretti Campania, nel sottolineare che la crisi economica cambia abitudini e scelte alimentari di tutti i consumatori, non solo degli italiani, che valorizzano i prodotti tradizionali della dieta mediterranea, ma ciò, invece di premiare gli agricoltori delle aree più vocate, come la Campania, è oggetto di ulteriori speculazioni a danno delle aziende agricole e dei consumatori.
Non si è mai mangiata così tanta pasta italiana all’estero, raggiungendo il record storico delle esportazioni che, per la prima volta, arrivano a 2 miliardi di chili.
Il dato, che riporta un aumento del 6 per cento della domanda estera, è emerso da un’analisi della Coldiretti sulla base delle proiezioni dei dati Istat relativi all’anno 2013. Nonostante i risultati positivi raggiunti sul mercato quest’anno però il grano duro viene sottopagato agli agricoltori italiani e campani, su valori di 23 centesimi al chilo, inferiori di circa il 20 per cento rispetto allo scorso anno, ben al di sotto dei costi di produzione. Una situazione che rischia di far chiudere le aziende agricole cerealicole, diffuse in gran percentuale nelle zone interne della Campania, e che è favorita dalla mancanza della trasparenza in etichetta dove non è ancora obbligatorio indicare la provenienza del grano impiegato ed è quindi possibile spacciare come italiano quello importato da paesi lontani, con effetti sulla sicurezza alimentare e sull’ambiente.
Inoltre, non vi è alcun beneficio per i consumatori, in quanto i centesimi negati agli agricoltori non contribuiscono alla riduzione del costo della pasta, ma sono i guadagni delle speculazioni lungo la filiera. “Le esportazioni mensili di cibo Made in Italy - sottolineano Gennarino Masiello e Prisco Lucio Sorbo, presidente e direttore Coldiretti Campania - sorpassano quelle dei mezzi di trasporto come auto, moto e camion, grazie all’apprezzamento che i prodotti agroalimentari italiani hanno saputo conquistarsi e consolidare; ma occorre che sia rispettato l’utilizzo dei prodotti agricoli italiani nella produzione. I primi condimenti di un buon piatto sono il sole, il clima ed il territorio, che caratterizzano i prodotti agricoli utilizzati e rendono unici gli alimenti.
L’utilizzo di prodotti agricoli a basso costo, provenienti dall’estero, in molti casi da Paesi che non garantiscono neanche le stesse tutele sanitarie obbligatorie in Italia, rischia di depauperare un patrimonio di credibilità costruito negli anni dall’Italia”. Intanto, anche in Campania, qualche azienda agricola della Coldiretti si è attrezzata per produrre e vendere la pasta artigianale, valorizzando tipici cultivar, come quello denominato “Senatore Cappelli”, grano duro per la produzione di pasta di qualità superiore.

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di Redazione
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