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Con all’imBrunire, Diana attraversa la canzone napoletana


Con all’imBrunire, Diana attraversa la canzone napoletana
15/04/2013, 14:56

Dopo il recente successo di “abbascio ‘a grotta” proposto allo stesso Teatro Millelire di Roma, il giovane autore-attore-regista Antonio Diana è stato protagonista lo scorso week-end di uno spettacolo in ricordo del suo concittadino Villaricchese Sergio Bruni, magistrale interprete della canzone napoletana, attraverso quella Napoli di una cartolina in bianco e nero. Rispetto alle aspettative sembra quasi anomala l’assenza di  una “tarantella” e di un “pulcinella”; una sorpresa gradita anche per il rigore tradizionale ed il trasporto di sonorità moderne emersi negli arrangiamenti musicali di Mariano Bellopede e Carmine Marigliano che indirizzano lo spettacolo su binari insoliti e ricercati  di quel genere storico della canzone classica napoletana, proposto solitamente  in chiave tradizionale. Con all’imBrunire infatti, sollevato dalla non facile comprensione dei contenuti in dialetto, allo spettatore basta vedere un piccolo gesto per entrare nella Napoli descritta  nelle sue “scene comiche” e “scene tragiche” e vedere ugualmente un “pazzariello” un “pulcinella” tra mercati rionali, così come la speranza e la devozione dell’anima e del corpo implorata per guarire da una cecità interiore ed esteriore nel brano iniziale dello spettacolo, ed ancora sono chiarissimi gli emigranti malinconici che lasciano la terra amata, un armoniosa orchestra da “concertino”, le sofferenze e il coraggio del popolo napoletano durante le 4 giornate; infine l’apparizione magica di pescatori, barche, pittori e artigiani. Un elogio quindi alla linea registica che rende con piccoli elementi, espressioni mimiche e armoniose movenze, una realistica immaginazione interpretata dalle voci dei gemelli Antonio e Domenico Frate che attraggono ed incuriosiscono, e dalla vigorosa Laura Pagliara. Con lo stesso Antonio Diana interprete di un’inedita tammurriata che invoca “Masaniello” e si ribella alla sottomissione dei “Francischiello” di oggi, tra gli attori in scena anche Gabriele Guarino e Giovanni De Anna che completano con il corpo le espressioni di molteplici personaggi e luoghi. Un matrimonio e un funerale dal sapore passionale, poetico e contemplativo sono il sigillo di un opera di notevole percezione artistica. (E. Pianese). 

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di Redazione
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