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Con te, Donna! In piazza con l’O.P.E. contro la violenza sulle donne


Con te, Donna! In piazza con l’O.P.E. contro la violenza sulle donne
30/10/2009, 09:10


ROMA - L’Osservatorio Parlamentare Europeo e del Consiglio d’Europa, nella persona del Presidente Giuseppe Catapano, è da tempo impegnato nel promuovere e tutelare i diritti dei cittadini sia sul piano normativo che su quello progettuale e intende intensificare gli interventi per prevenire e contrastare il fenomeno della violenza nei confronti delle donne. L’iniziativa “Con te, Donna!” rientra nelle azioni previste dall’O.P.E. contro la violenza alle donne. A tal proposito l’O.P.E. intende proporre politiche ed interventi puntuali e coordinati in ambito sociale, sanitario, educativo ed informativo, coinvolgendo come referenti diretti i Comuni e, allo stesso tempo, trasversalmente tutti i soggetti che intervengono nei diversi settori (Psicologi, Sociologi, Associazioni, ecc.) . Nei week end di Ottobre e Novembre 2009 l’O.P.E. intende dar voce, con un allestimento dal fortissimo impatto emotivo nelle piazze di diversi Comuni italiani, ad un problema sociale poco conosciuto dall’opinione pubblica, ma che coinvolge milioni di persone: il 70% dei soprusi è opera di partner e il 96% delle donne vittima non sporge denuncia.
Due gli obiettivi:
1. Parlare al grande pubblico per smascherare i pregiudizi intorno al fenomeno e promuovere un cambiamento di mentalità capace di prevenire i comportamenti violenti.
2. Mostrare gli strumenti concreti per contrastare gli abusi familiari e fornire indirizzi utili per chi ne è vittima.
“Con te, Donna! – sostiene il Presidente dell’ Osservatorio Parlamentare Europeo e del Consiglio d’Europa Giuseppe Catapano - rappresenta una preziosa occasione per entrare in contatto con una problematica forte, che coinvolge milioni di donne in Italia e nel Mondo. Di fronte a scenari contemporanei a dir poco inquietanti lo sforzo dell’Osservatorio Parlamentare Europeo, lo sforzo di ciascuno di noi, deve essere quello di non cadere nella trappola dell’indifferenza, della fredda impotenza: occorre fare la propria parte rispetto alla violenza strisciante, alle emarginazioni più o meno tollerate, all’impegno civile, alla riaffermazione sempre e comunque dei principi democratici, in una parola rispetto alla giusta valorizzazione della dignità delle donne: è un impegno primario che non ammette deroghe. La diffusione della cultura della solidarietà, dell’ascolto reciproco, della costruzione della speranza, il richiamo agli ideali di pace e di fratellanza sono direttrici principali per favorire percorsi di crescita collettiva ed abbattere le tante barriere invisibili che ostacolano la rimozione di sacche di emarginazione troppo spesso sottovalutate o non comprese nella loro complessità. In tale contesto di mobilitazione e di impegno mio personale e dell’Osservatorio Parlamentare Europeo rientra anche l’attenzione alle varie forme di disagio che si combattono attraverso la creazione di una rete di assistenza sociale in grado di convogliare le richieste di aiuto. Emerge con chiarezza, dunque, la necessità di attrezzare una risposta complessiva da parte di tutte le componenti presenti sui territorio: Istituzioni, associazioni, soggetti del mondo del volontariato eccetera. Ma – come spesso ricordava Giovanni Paolo II – il volto buono del destino dell’uomo si incrocia con la parola speranza. Gli uomini e le donne di questo millennio sono chiamati ad essere testimoni di speranza, costruttori di un mondo nuovo, più vicino alla bontà di Abele che alla mano omicida di Caino.

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di Redazione
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