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Sold out annunciato per questo singolare appuntamento

Concerto all’alba della FVG Mitteleuropa Orchestra


Concerto all’alba della FVG Mitteleuropa Orchestra
11/08/2011, 12:08

RAVELLO- Come di consueto anche quest’anno all’alba si è svolto il singolare concerto sul Belvedere di Villa Rufolo nell’ambito del Ravello Festival. La notte di San Lorenzo dunque ha incontrato le note della FVG Mitteleuropa Orchestra che, con il clarinetto solista di Giovanni Punzi, è stata diretta dal maestro José Miguel Rodilla. L’immagine del sole che sorge alle spalle dell’orchestra ha ancora una volta suscitato un’emozione difficilmente descrivibile, a cui  il pubblico si è abbandonato dolcemente, confondendo le suggestioni dell’occhio e dell’orecchio senza sapere o volere distinguere le une dalle altre. L’ensemble friulana, che si è esibita è una realtà di recente costituzione che tra i suoi partner privilegiati annovera Luis Bacalov, ed è considerato un complesso eclettico, peraltro molto attivo sul versante dell’opera lirica. Per l’evento ravellese ha suonato sotto la guida di un direttore d’orchestra spagnolo, José Miguel Rodilla, originario di Valencia, che con il Concertus Novo Chamber Orchestra, fondato nel 1993, si dedica al repertorio contemporaneo. L’evento simbolo della rassegna, in cui è ancora una volta la musica a scandire il passaggio dalla notte al giorno, è  cominciato sulle tracce di Orfeo, disceso nell’Ade alla ricerca di Euridice. Poi, si è spostato in Scozia, terra visitata da Mendelssohn, per tornare rapidamente sulle nostre coste, a Sorrento, dove Richard Strauss ha ambientato  una parte della sua fantasia sinfonica “Aus Italien”, ritratto di un’Italia fine Ottocento vista con gli occhi del compositore ventenne. Il Concerto di Mozart e l’Adagietto di Mahler, invece, rimandano al concetto di viaggio in maniera indiretta, sfruttando cioè la complicità di due registi famosi: Sydney Pollack, che ai colori suadenti del clarinetto affida la scena clou de “La mia Africa”, e Luchino Visconti, che fa affiorare tra la nebbia e sulle note di Mahler la nave di von Aschenbach, in “Morte a Venezia”. Infine la Quinta di Schubert, nella sua inarrivabile grazia, vuole essere insieme un omaggio alla notte stellata di Ravello ed al compositore che più di ogni altro ha saputo celebrare il mito del Wanderer; del viaggiatore, appunto.

 

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di Simona Buonaura
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