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Confini tra Arte e Non-Arte” a cura di Maurizio Vitiello


Confini tra Arte e Non-Arte” a cura di Maurizio Vitiello
29/11/2009, 12:11

NAPOLI - Martedì 1° dicembre 2009, alle ore 17, alla “Saletta Verde” della Libreria Guida, Via Merliani, 118-120, Vomero, Napoli, incontro-convegno, curato da Maurizio Vitiello, sul tema “Confini tra Arte e Non-Arte”, mix di arti visive, libri, performances, poesie.
Previsti interventi e contributi di: Maria Luisa Acanfora, Stefano Arcella, Alfonso Caccavale, Antonio Corbara, Pino Cotarelli, Maria Pia Daidone, , Armando Fusaro, Lazzari e Briganti, Franco Lista, I Santini Del Prete (Franco Santini e Raimondo Del Prete), Rino Napolitano, Antonino Scialdone, Aldo Spina, Maurizio Vitiello.

Seguirà la performance “Evento Nonartistico Napoletano”/”Neapolitan Unarted Event” con un’azione di Alfonso Caccavale e “I Santini Del Prete”.



Scheda dell’incontro “Confini tra Arte e Non-Arte” a cura di Maurizio Vitiello

Per il mix di arti visive, libri, performances, poesie previsti interventi e contributi di: Maria Luisa Acanfora, Stefano Arcella, Alfonso Caccavale, Antonio Corbara, Pino Cotarelli, Maria Pia Daidone, Armando Fusaro, Lazzari e Briganti, Franco Lista, I Santini Del Prete, Rino Napolitano, Antonino Scialdone, Aldo Spina, Maurizio Vitiello.

L’ “Evento Nonartistico Napoletano/Neapolitan Unarted Event”, azione di Alfonso Caccavale e I Santini Del Prete, a cura di Maurizio Vitiello, è liberamente ispirato a: Untitled Event di John Cage, Merce Cunningham, David Tudor, Robert Rauschenberg, Mary Caroline Richards (1952). Questo evento è universalmente considerato come il precedente storico degli happening e dei concerti Fluxus. Si tenne al Black Mountain College e venne organizzato da Cage. David Tudor si impegnò in una performance al pianoforte mentre Cunningham improvvisò una danza. La poetessa Mary Caroline Richards declamò i suoi versi mentre in tutto l’ambiente circostante erano appesi i “Quadri Bianchi" di Rauschenberg. Durante l’evento furono anche proiettate delle immagini cinematografiche e alcuni attori tra il pubblico improvvisarono alcune battute. L’innovazione maggiore consiste, però, nel fatto che il pubblico non fosse posizionato frontalmente rispetto all’evento, ma fosse libero di muoversi nella stanza in mezzo agli artisti e di interagire. Tale evento può essere considerato come la prima opera di arte multimediale, in quanto fece coesistere nel medesimo contesto artistico più linguaggi espressivi permettendo anche l’interattività dei fruitori dell’opera d’arte, che era diventata così aperta e soggetta ad una componente di casualità.
 

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di Redazione
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