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Presente il presidente di Libera don Luigi Ciotti

Confisca dei beni alle mafie, convegno di Libera a Napoli


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Confisca dei beni alle mafie, convegno di Libera a Napoli
07/05/2010, 14:05

NAPOLI - La sottrazione del patrimonio delle mafie per colpire al cuore le attività economiche illegali e la concorrenza 'sporca' a quelle legali. Si è aperto su questi temi il convegno organizzato a Napoli da Libera e Magistratura Democratica, con l'obiettivo di confrontare le esperienze finora accumulate. La priorità deve essere di far fruttare, in termini economici e di sviluppo, le aziende, gli immobili, i terreni confiscati. Una sede dell'Agenzia nazionale per i beni confiscati a Napoli "é importante così come averla a Palermo, a Milano, perché serve per strutturare rapporti di forte collaborazione" con tutti i soggetti coinvolti. A parlare é Mario Morcone, direttore dell'Agenzia, oggi a Napoli per il convegno sul tema organizzato da Libera e Magistratura democratica. "Il tema è quello di costruire una rete di rapporti tra l'autorità giudiziaria, Comuni, Province e Regione - ha detto - Soggetti indispensabili per far funzionare l'Agenzia". "Penso anche alle grandi istituzioni del Paese - ha aggiunto - come, ad esempio, Confindustria, la Confesercenti". "Spero che con l'Agenzia possa migliorare tutta la vicenda del bene - ha concluso - dal momento del sequestro fino alla sua destinazione ultima, accorciando i tempi e preservandone le condizioni". "Se non capiamo come sfruttare questi beni - ha detto Alessandro Pansa, prefetto di Napoli - rischiamo che diventino solo simboli della nostra inefficienza, contrapposta invece all'efficienza della gestione criminale". Diventa fondamentale, quindi, come ha sottolineato Pansa, seguire "un criterio dell'efficienza per dimostrare che noi siamo più bravi di loro". "La Pubblica amministrazione, nel suo complesso - ha concluso Pansa - si sta ponendo il problema dell'utilizzo, anche perché un immobile non usato bene lancia un segnale in controtendenza rispetto a quello che tutti stiamo cercando di fare"."Se passa la legge sulle intercettazioni, così come è stata approvata dalla Camera, avremo una norma non efficiente e saremo un po' più indeboliti nell'azione investigativa". Lo ha affermato Antonino Ingroia, procuratore aggiunto della Procura di Palermo,"l'esperienza degli ultimi anni - ha detto - ha mostrato che con le intercettazioni si sono scoperti flussi finanziari di riciclaggio in Italia e verso l'estero e sono stati sequestrati centinaia di migliaia di euro". Per Ingroia, occorre accendere i riflettori su un aspetto "più occulto e insidioso delle mafie": quello della grande finanza, del riciclaggio, degli affari. "Credo che sia il momento di pensare a un Testo unico antiriciclaggio - ha sottolineato - che possa rendere più efficiente il lavoro della magistratura, delle forze dell'ordine". Le leggi attualmente in vigore, precisa poi Ingroia, "sono vecchie, hanno una ventina d'anni e non sono più adeguate". "Serve una norma - ha aggiunto - che punisca anche il mafioso che ricicla i proventi delle sue attività illecite e che, paradossalmente, è un aspetto oggi non punibile". Ingroia ha inoltre ribadito l'importanza della confisca dei beni alle mafie. "E' importante, però, che non passino alcuni progetti di legge che consentano la vendita dei beni confiscati - ha concluso - Deve essere un punto fermo la questione dell'assegnazione degli immobili alla società civile".

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di Nando Cirella
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