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Convegno internazionale organizzato dal prof. Salvatore sulle terapie intelligenti


Convegno internazionale organizzato dal prof. Salvatore sulle terapie intelligenti
23/03/2012, 15:03

A Napoli specialisti da tutto il mondo a confronto per discutere sui nuovi avanzamenti nella cura e trattamento dei tumori della tiroide. Esperti di diversi settori provenienti da varie Università Italiane ma anche europee ed americane si sono incontrati oggi nel corso del convegno organizzato dal professor Domenico Salvatore in particolar modo per verificare lo stato dell’arte nel trattamento di tale patologia, sulle nuove terapie “molecolari” per i tumori tiroidei, incontrando medici e ricercatori napoletani coinvolti nella sperimentazione di tali farmaci.



Negli ultimi anni sono stati fatti molti sforzi per ottenere farmaci antitumorali dotati di una maggiore efficacia terapeutica e di una minore tossicità. Questi farmaci sono definiti farmaci “molecolari” o “farmaci intelligenti” in quanto in grado di agire selettivamente sulle vie essenziali per la crescita e la diffusione del tumore, spegnendo l’interruttore sempre acceso nella cellula tumorale, ma lasciando intatta quella sana. Queste molecole mirano a riparare la cellula tumorale invece di bombardare indiscriminatamente tutto il corpo, col rischio di avere effetti collaterali importanti anche per altri organi che non sono coinvolti dalla malattia. Tali farmaci, spesso assunti dal paziente come capsula una volta al giorno, e sono privi dei più comuni effetti collaterali, comuni nelle terapie chemioterapiche convenzionali.

“I risultati finora ottenuti su un gruppo significativo di pazienti sono già molto promettenti” dice il Prof. Domenico Salvatore, organizzatore del Convegno, “la sfida è di cercare di conoscere meglio la genetica del cancro e come essa differisce nella cellula sana. Questo ci permetterà di creare classi di farmaci intelligenti che impareremo a usare, combinandoli tra di loro, cosi da aumentarne lo spettro d’azione e quindi la loro efficacia”.

La nuova frontiera ora passa anche dalla decodifica del Dna dei tumori e da vie che consentano di trovare il farmaco giusto per ogni singolo paziente. Le nuove tecnologie molecolari hanno reso possibile un nuovo e rivoluzionario approccio nella diagnosi e cura dei tumori, affiancando alla tradizionale diagnostica morfologica una diagnostica molecolare che si basa sulla identificazione dei geni lesionati, che creano firme genetiche specifiche per ogni tipo di tumore rendendo possibile utilizzare molecole con attività farmacologica in grado di bloccare in maniera selettiva le molecole geneticamente alterate, con terapie a bersaglio molecolare (target therapy) che mirano alla cellula malata senza coinvolgere i tessuti normali.

Il convegno, al quale hanno partecipato tra gli altri la professoressa Colao, ii professori Pinchera, Williams e Schlumegerger, è rivolto principalmente a endocrinologi, patologi e radiologi interessati agli sviluppi clinici delle nuove frontiere sui tumori della tiroide ed è nato dall’esigenza di creare un momento d’incontro e di approfondimento su alcuni aspetti fondamentali dei tumori tiroidei e in particolare sugli aspetti genetici, di interesse diagnostico, radiologico e di anatomia patologica, sugli aspetti clinici e soprattutto sugli attuali e futuri approcci terapeutici. Attualmente, presso il Dipartimento di Endocrinologia ed Oncologia Molecolare e Clinica dell’Università di Napoli “Federico II” il gruppo del professore Domenico Salvatore, è coinvolto in prima linea nella sperimentazione di farmaci specifici per i tumori della tiroide ed il carcinoma midollare tiroideo.



Le malattie della tiroide sono le più frequenti fra quelle endocrine e arrivano a colpire dal 5 al 7% della popolazione femminile. A fronte di un’elevata prevalenza di noduli, la percentuale di forme maligne è bassa (circa il 5-10%), tuttavia l’incidenza dei tumori tiroidei è in progressiva crescita. Sebbene la prognosi di tali patologie è ottima nella maggior parte dei pazienti, in alcuni casi gli strumenti terapeutici tradizionali, quali la chirurgia, la terapia radiometabolica, la chemioterapia e la radioterapia, risultano essere scarsamente efficaci, e la prognosi diventa sfavorevole.

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di Redazione
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