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Corteo funebre in morte della Cultura a Napoli


Corteo funebre in morte della Cultura a Napoli
29/09/2010, 18:09

Napoli - E’ partito questa mattina alle 11e 30 da  piazza del Gesu', nel centro storico di Napoli, un corteo funebre per la cultura e l’arte. Un migliaio di persone hanno protestato contro i tagli a musei, teatro e iniziative culturali decisi dalla Regione Campania, in molti con i volti dipinti di bianco e vestiti a lutto. Una protesta nel silenzio che, secondo  gli organizzatori, vale più di tante parole. Al corteo si sono uniti i dipendenti del museo Madre che, dal prossimo venerdì, rischiano di restare senza lavoro.
‘La chiusura del Teatro Trianon, del Museo Madre, di Città della scienza e' l'ultimo atto di una logica che ormai da troppi anni non risparmia colpi a tutte le arti, a cominciare dal teatro. E col teatro vogliamo chiamare a raccolta tutti quanti si sentissero feriti e offesi come noi’. Queste le motivazioni della protesta e della nascita del comitato civico Quelli di San Crispino, gruppo di resistenza culturale che promuove la ribellione contro la mortificazione della cultura e dell’arte, in modo particolare del teatro.
Il nome del gruppo viene dal passo dell'Enrico V di Shakespeare riportato di seguito:
Questo giorno è celebrato come quello della festa di San Crispino! Chi sopravvive a questo giorno si leverà in punta di piedi tutte le volte che questo giorno verrà ricordato e si sentirà più grande all'udire il nome di San Crispino. Anche da vecchio, inviterà ogni anno i vicini alla vigilia e dirà: "Domani e'è il giorno di San Crispino!" I vecchi dimenticano. Eppure, anche quando avrà dimenticato ogni cosa, si ricorderà delle gesta di questo giorno. Forse le abbellirà anche, un poco. Allora i nostri nomi, ormai familiari sulle sue labbra, verranno ricordati in mezzo ai bicchieri traboccanti. E il padre racconterà questa storia al figlio, e il giorno di San Crispino non passerà mai, fino alla fine del mondo, senza che noi non verremo ricordati. Noi pochi. Pochi e felici, schiera di fratelli. Perché chi oggi versa il sangue con me sarà mio fratello. E per quanto povero e umile, diventerà nobile, in virtù di questo giorno.
Di seguito la photogallery dell’evento.

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di Lucrezia Girardi
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