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Da atti vandalici a opere d’ arte: l’ evoluzione del writing

Creatività urbana: CUNTO, progetto di utilità sociale

Comunicazione,cambiamenti,espressione del territorio

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Creatività urbana: CUNTO, progetto di utilità sociale
11/10/2011, 12:10

NAPOLI – Percorrendo le vie della periferia est di Napoli è facile imbattersi in lunghe murate arricchite da vere e proprie opere d’ arte, che in tanti ancora definiscono erroneamente graffiti. Guardando attentamente questi dipinti si può notare un particolare che li accomuna, su ognuno di essi compare una scritta: CUNTO. La prima cosa che vene da pensare e che questa sia la firma dell’ autore, cosa vera solo in parte perché Cunto come direbbe Pirandello è “uno nessuno e centomila” questi si propone come occasione di aggregazione e momento di ripresa del territorio, fucina di eventi comunitari, educazione civica, inclusione sociale, progettazione partecipata. Cunto è un progetto che viene fuori da un’ altro più grane e ambizioso: gli “Stati Generali della Creatività Urbana”, che ha la sua sede logistica presso alcuni locali adiacenti la stazione Argine Palasport della circumvesuviana Srl, una dei tre principali sostenitori del progetto creatività urbana, che ha dato in comodato d’ uso i locali in cui Cunto prende vita. Altro importante sostenitore è il Ministro della Gioventù Giorgia Meloni che compartecipa oltre che a dare il patrocinio, e la Fondazione Vodafone che si è assunta la quasi totalità dell’ onere economico. E’ Yap Italia (Youth Action for Peace), partner di Allianz e Unesco che nell’ ambito del suo progetto denominato “Hand Print” identifica e sceglie Cunto come programma atto all’ inclusione sociale attraverso l’ arte urbana. Questo ha condotto nel nostro Paese un gruppo di giovani educatori e formatori provenienti da sette paesi Europei: Ungheria, Repubblica Ceca, Belgio, Romania, Francia e Spagna. Chiaramente questi giovani a loro volta sono membri di associazioni che si interessano di creatività urbana, come le nostre ACU. Giunti qui a Napoli si sono confrontati in una sette giorni sul tema “La creatività urbana come progetto di utilità sociale” interagendo tra di loro e addentrandosi a fondo in Cunto che è tante cose messe in una ed una divisa in tante. E’ il racconto della storia del territorio San Giovanni, Barra, Ponticelli espressa in arte. Un racconto visto con gli occhi dei giovani che vivono il territorio e si interfacciano con i giovani delle ACU diventati i traduttori in graffiti dei pensieri, dei progetti, di chi vive l’ area est di Napoli. Ma Cunto è anche Rosario Cunto un ragazzo che incarna, nell’ immaginario, tutti i ragazzi di questo territorio e ne interpreta la voglia di cambiamento, il libero pensiero di espressione, l’ arte, espressione generazionale. Non a caso i muri dipinti portano al centro questo nome, come a significare che tutto gira intorno a Cunto, che scruta le coscienze di tutti e riesce a percepire tutte le frasi che vorrebbero essere liberate e ascoltate. Ma questo nome CUNTO è oltre che l’ acronimo di: Creatività Urbana Napoli Territorio Orientale, è sinonimo di racconto, come una narrazione sociale fatta dai giovani, un'opera estesa di riqualificazione, attraverso la creatività urbana, che si svolge per temi, figure e colori sul territorio, con la concreta partecipazione della comunità giovanile. Cunto ha fatto così tanta presa sul territorio da stimolare la fantasia di 5 affermati scrittori napoletani che immedesimandosi nel giovane hanno scritto dei racconti raccolti in un libro che sarà pubblicato a dicembre grazie alla casa editrice “a est dell’ equatore”. In somma un successo dopo l’ altro fanno intuire che la strada intrapresa da Cunto è quella giusta come si evince anche dalla dichiarazione di Luca Borriello Direttore di INWARD: “Dopo i numerosi risultati in ambito nazionale tra pubblico, privato e terzo settore questo riconoscimento di CUNTO come paradigma di eccellenza in campo internazionale è un traguardo davvero significativo, che ci onora molto. Continueremo nella ricerca e soprattutto nella prossima creazione di piattaforme permanenti di relazioni con l’estero”.

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di Antonio Sarracino
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