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Il libro di Raffele Sardo sulle vittime di camorra

Criminalità: "Al di là della notte" per non dimenticare


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Criminalità: 'Al di là della notte' per non dimenticare
24/09/2010, 16:09


NAPOLI – “Quattro piccole stanzette si aprono l’una dopo l’altra dopo aver salito scale nel centro storico di Padula. Si entra in un mondo rimasto intatto come qualche secolo fa. Alzando lo sguardo si vedono case incastonate nella roccia. Rifugi di pastori. Piccole finestre con le luci accese che si animano di ombre come presepi viventi. E’ qui che il 30 agosto 1860 nacque Giuseppe Petrosino”.  Comincia così, con la storia triste del poliziotto italo-americano Jo Petrosino che perse la vita nella famosa strage del Rapido 904, il libro di Raffaele Sardo dal titolo “Al di là della notte: storie di vittime innocenti della criminalità”, edito da Pironti con la collaborazione della Fondazione Pol.i.s. Un testo che il giornalista ha scritto per ricordare i morti di camorra, affinché il passato non si ripeta ed i giovani scelgano da che parte stare. Un libro difficile, dunque, perché parla di storie in cui il lieto fine, purtroppo, non c’è e di ferite mai completamente chiuse.

Alla presentazione del volume sono intervenuti, oltre all’autore, anche il presidente  della Fondazione Paolo Siani, fratello del giornalista Giancarlo ucciso 25 anni fa in un agguato camorristico ed il segretario generale Enrico Tedesco, i referenti regionali dell’associazione Libera in Campania, Geppino Fiorenza e don Tonino Palmese ed Alberto Spampinato, fratello del giornalista Giovanni assassinato in Sicilia. In platea, mischiato alle famiglie delle vittime e visibilmente commosso, anche l’assessore regionale ai rapporti con le Autonomie Locali Pasquale Sommese: “Abbiamo un dovere preciso. Non dimenticare. E non lasciare solo chi è bersaglio della criminalità” – ha detto l’assessore –“Un aiuto concreto, che serva sia per i morti del passato che per gli ultimi casi di cronaca nera che hanno colpito in questi giorni la nostra Regione: penso a Teresa Buonocore, uccisa due giorni fa al Porto di Napoli perché aveva testimoniato contro l’orco che aveva abusato della figlia. Penso al Sindaco di Pollica Angelo vassallo, mio grande amico, ucciso il 5 settembre. Penso ad Antonio coppola, massacrato un mese fa a Casoria davanti alla sua edicola”.
La ricostruzione delle 27 storie non è stata affatto facile, ha raccontato Sardo: “Scavare nel dolore di queste persone è un peso enorme. E’ un peso per chi ascolta e per chi racconta, che è come se volesse trasferire la propria sofferenza”. A questo testo seguiranno, nei prossimi mesi, altri volumi che ripercorreranno le vicende di tutti i molti, troppi, martiri della malavita.

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di Ornella d'Anna
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