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Cristina Donadio porta in scena, in prima assoluta, lo spettacolo ".Da questo tempo e da questo luogo.25 rose dopo", al Teatro Nuovo di Napoli


Cristina Donadio porta in scena, in prima assoluta, lo spettacolo '.Da questo tempo e da questo luogo.25 rose dopo', al Teatro Nuovo di Napoli
18/10/2011, 11:10

“Ho sognato spesso in questi venticinque anni Stefano e Annibale, insieme, come se da quel pomeriggio di settembre in cui volarono via fossero diventati un’unica entità…”.

Da queste appassionanti parole prende vita il tessuto drammaturgico dello spettacolo …Da questo tempo e da questo luogo…25 rose dopo, in cui Cristina Donadio, che firma l’ideazione, la regia e lo spazio scenico oltre ad esserne interprete con Luca Trezza e Fortunato Angelini, realizza una delicata ed appassionante creazione scenica dedicata ad Annibale Ruccello e Stefano Tosi, a venticinque anni dalla loro scomparsa.

In prima assoluta al Teatro Nuovo di Napoli da venerdì 21 ottobre 2011 alle ore 20.30 (repliche fino a domenica 30) e presentato da Compagnia Teatrale Enzo Moscato, l’allestimento prende vita da un triangolo, figura geometrica che rispecchia il senso del loro modo di essere: tre individui, legati tra loro indissolubilmente da una linea immaginaria. Da qui si dipanano ricordi, immagini, pensieri, frammenti di vita vissuta tra il prima e il dopo, per tessere una drammaturgia in cui inserire il bizzarro incontro-anniversario.

“Non pensavo – evidenzia Cristina Donadio - che sarebbe stato tanto difficile mettere in scena se stessi. Quando ho cominciato a lavorare a questo spettacolo non ho avuto dubbi, quello che volevo era incontrare di nuovo Annibale e Stefano, per una sera, in un teatro, o per meglio dire, su di un palco, luogo familiare a tutti e tre. Dunque dovevo creare il pretesto, affinchè ciò potesse accadere”.

Il “pretesto” è il ricordo di una notte in cui Annibale e Stefano le raccontarono di un luogo pieno di luce, di una spiaggia, di un mare calmo dove, passeggiando, si ritrovavano ad ascoltare canzoni americane. Questa, tra tante, è stata l’immagine fondamentale, da cui è iniziata la suggestione.

“Ho immaginato – aggiunge la Donadio - che Stefano e Annibale avessero un tempo a disposizione per lasciare quel luogo, quella spiaggia, quel mare, quella luce dove tutto scivola, tutto si mescola, tutto si incrocia, per venire a fare una visita, una visita molto speciale in un luogo a entrambi familiare. Un palcoscenico nudo e immerso nel buio, dove, non avrebbero potuto, per apparire, che farsi corpo nelle parole, dunque nei personaggi, e diventare via via Jennifer, Anna Cappelli, Ferdinando, Ida, Clotilde, Gesualda, Adriana”.

Pian piano quest’immagine ghermiva l’idea di messa in scena per celebrare questo incontro-anniversario, rivelando l’esigenza di mettere a fuoco due sensazioni apparentemente distanti tra di loro, ma in realtà concatenate profondamente nell’animo: il senso del “danno”, della ferita, che inevitabilmente segna tutto ciò che è il dopo, e quello dell’esigenza di riparare a una sorta d'inconscio, inspiegabile, quasi inconfessabile rancore.

Un viaggio in un passato lungo venticinque anni, che incontra sul proprio percorso colori, sentimenti e stati d’animo creduti rimossi, e che, invece, sono lì, messi in scena e raccontati, proprio a loro due, in quella che è divenuta una sorta di amorevole confessione.

Lo spettacolo si avvale della ricerca coreografica di Fortunato Angelini, video di Andrea Butara, abito di Alessio Visone e la scultura di Betty Bee.

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di Redazione
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