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L'ultima fatica dell'attore pugliese stroncata dalla critica

Critiche al film di Zalone: offende l'Islam e l'esercito

L'attore si difende:"Solo uno sberleffo"

Critiche al film di Zalone: offende l'Islam e l'esercito
30/12/2010, 20:12

Giudicato da alcuni critici come "politically scorrect", l'ultimo film di Checco Zalone, "Che bella giornata", fa parlare di sè in termini decisamente poco positivi. Dopo il successo di "Cado dalle nubi", il comico pugliese è accusato di alcuni clamorosi scivoloni, di battute ridicole e scontate e di una comicità spicciola che si decompone pericolosamente in una serie di luoghi comuni reputati offensivi per l'islam e l'esercito italiano.
La trama del film, parla infatti di un attentato alla Madonnina del Duomo di Milano operato da una bellissima e seducente araba. La ragazza, per portare avanti il suo piano, ammalierà lo stesso Zalone (per l'occasione nei panni di responsabile della security della chiesa). Inoltre, il padre del ragazzo, pur di non affrontare la furibonda moglie, sceglierà di andare a fare il militare in Afghanistan.
Sempre in riferimento all'esercito italiano, il protagonista sosterrà che le "missioni di pace" nelle quali si lanciano i nostri militari in realtà sono solo un modo come un altro per "pagare i debiti". Modi di narrare la realtà con piglio critico probabilmente troppo smaccatamente retorici e semplicistici che, alla fine, hanno reso "Che bella giornata" oggetto di aspre critiche.
Dal canto suo, l'attore difende la sua ultima fatica definendola un semplice ed irriverente "sberleffo" alla cultura occidentale ed italiana in particolare. Ancora più strenua è perp la difesa del regista Gennaro Nunziante: per il creativo della pellicola, infatti, il film vuole semplicemente essere "diverso" e provocatorio non parlando come troppo spesso accade di drammi familiari, mariti e figli in coma. Uno sguardo impietoso sul mondo militare che, specialmente al Sud, resta ambizione dei più poveri. Per Nunziante, infatti, solo i meridionali, proprio perchè in guerra hanno versato il tributo di sangue più alto, possono ridere dell'aspetto caricaturale che si fa dell'esercito e di chi sogna una carriera militare.
Del resto, proprio nel caso di pellicole di questo tipo, vale probabilmente il detto "bene o male purchè se ne parli". Il film è in uscita il 5 gennaio e, quasi sicuramente, l'attuale polemica esplosa porterà nelle sale molti più curiosi del previsto.

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di Germano Milite
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