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Cultura, Add' passà a nuttat, lo Spazio Aveta si trasforma in un laboratorio di cultura


Cultura, Add' passà a nuttat, lo Spazio Aveta si trasforma in un laboratorio di cultura
07/11/2012, 17:24

 

Si chiama “Adda passà 'a nuttata_il mattino del giorno dopo”, ed è il primo di una serie di eventi culturali ospitati nello Spazio Aveta, un suggestivo piano ipogeo che si trova lungo la Nazionale Appia tra Caserta e Santa Maria Capua Vetere. Un luogo che conserva il sapore del lavoro e che è stato, volutamente, lasciato intatto e congelato come nell'ultimo giorno di attività. Un luogo che sabato prossimo, a partire dalle 18, ospiterà un evento culturale che mixa architettura, teatro, pittura, fotografia, musica, canto, dialogo, scrittura e poesia, filosofia e altro. OfCA in collaborazione con l’International Association for Art and Psychology, grazie alla famiglia Aveta, imprenditori illuminati che mettono a disposizione gli spazi della loro azienda, rilancia un progetto che negli anni scorsi, con le rassegne “ Luci sulla città” e “La passione dell’architettura/l’architettura della passione”, aveva riportato la città all’attenzione di operatori culturali nazionali.
Numerosi gli artisti coinvolti nell’iniziativa in programma per sabato prossimo: Giovanni Izzo esporrà un doppio percorso fotografico dal titolo “Promised Land ” e “Au bord de la mer ”; il Collettivo Latrones allestirà una performance che mixa grafica e sound design dal titolo “Maceria generatrice”; lo spazio Aveta ospiterà anche i lavori dello scultore Mario Rossetti, in particolare le opere “Ground Zero” e la “Morte Bianca”; Cristina Senatore presenterà i suoi disegni “Antopotopie”; Giovanni Tariello esporrà le sue opere pittoriche dal titolo “Il colore dell’aria”; Romano Montesarchio presenterà il suo docu-film “Ritratti Abusivi”; in programma anche la pittura e l’installazione di Carla Viparelli. La serata sarà aperta dalla sfilata di moda della Cooperativa Sociale Altri Orizzonti e Associazione Jerry Masslo presentano la collezione “Made in Castel Volturno_Vestiamo la Libertà”. Nel corso della serata si esibirà anche Pierluigi Tortora che reciterà dei brani di Eduardo De Filippo. Spazio ancora al teatro dei “Posteggiatori Tristi” che si esibiranno in “Concerto Spettacolo”, e ad Eleonora Danco (“Me vojo sarvà”. Babele di voci e suoni è invece la performance che vedrà assieme Cinzia Carla’, Maria Teresa Carla’, Laura Diglio, Paolo Gugliotta (voci), Alessandro De Carolis, Carmine Scialla, Luca De Simone (fiati, corde, percussioni).
“Caserta è avvolta nella notte fonda da anni – sostengono gli organizzatori dell’evento -  espressione terminale di una crisi che avvolge una nazione intera; è una città totalmente svuotata di senso, luogo di transito o dormitorio, attraversata da iniziative ed eventi che di originale o di culturale hanno solo la serialità e l’ottusità propositiva, dove sembra che chi ha governato e governa la città non sia riuscito ad avere un progetto, un’idea seppure minima, uno sguardo per pensare, attraverso il presente, ad un futuro.
Perfino gli abiti buoni che Caserta ha ereditato, Reggia, San Leucio, Casertavecchia, sono stati abusati e violentati, senza alcun rispetto, da iniziative o proposte che illuminano quanto un cerino in una notte nebbiosa, disperdendone la loro stessa identità tanto che queste ipotetiche ricchezze si sono trasformate in un peso per lo sviluppo della città piuttosto che in basi solide per un rilancio.
Eppure accanto ai tanti spazi perduti, o lasciati morire nell’incuria, accanto all’assenza di qualsiasi strategia propulsiva da parte dei politici di turno, accanto al velleitarismo superficiale d’improvvisati operatori culturali esistono, e si sviluppano, nuovi fermenti che vivono con le loro uniche forze e, nonostante insania e ignavia dominante, costituiscono piccole particelle di vitalità all’interno di un territorio paludoso”. Far rivivere spazi vuoti, o abbandonati per varie vicissitudini, attraverso gli eventi artistici significa innestare spinte vitali e promuovere la rinascita di luoghi, persone, pensieri, sostengono gli organizzatori. “Il vuoto – si legge in una nota di presentazione di Adda passà a nuttat - non è solo da intendere nell’accezione negativa. Il vuoto è qualcosa da riempire, un utero pronto a far nascere una vita, un nuovo modo di stare al mondo. Attraverso la sensibilità degli artisti si verifica quello slittamento di senso che vede il vuoto non più semplice negazione ma origine di infinite possibilità, elemento propulsore di un nuovo esistere”. 

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di Redazione
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