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Da giovedì 23 febbraio: in scena "SentierImperfetti - Studio Ultimo" al Teatro Elicantropo di Napoli


Da giovedì 23 febbraio: in scena 'SentierImperfetti - Studio Ultimo' al Teatro Elicantropo di Napoli
20/02/2012, 09:02

Sarà in scena al Teatro Elicantropo di Napoli, da giovedì 23 febbraio 2012 alle ore 21.00 (repliche fino a domenica 26), SentierImperfetti - Studio Ultimo, con Simonetta Ainardi, Sara Allevi, Giovanni Ragni e Paola Tortora, che ne firma anche l’elaborazione del testo e la regia.

Presentato dall’Associazione Culturale Vintulera Teatro, SentierImperfetti - Studio Ultimo è l’ultima tappa preliminare di un progetto triennale di ricerca e creazione teatrale, ideato dall’attrice e regista Paola Tortora, sul tema dell’Insicurezza dell’Essere, intesa nella sua più ignota natura e sostanza e vissuta attraverso lo sguardo di tre esemplari autori: Shakespeare, Kafka e Beckett.

Questo progetto, frutto di un percorso d'indagine lungo e complesso, è dedicato al Saggio Hamletica del filosofo Massimo Cacciari, a cui si è ispirata tutta la ricerca, ed è vincitore di più bandi e residenze per l’anno 2012. Il lavoro sarà presentato, in forma definitiva, all’interno della prossima stagione teatrale del Teatro Stabile Di Torino.

SentierImperfetti si pone l’arduo compito di fondere le visioni dei tre autori attraverso un unico viaggio, che rivelerà i tre diversi linguaggi e le tre diverse prospettive sul tema in questione. I quattro attori in scena rievocano e incarnano, in veste classico-contemporanea, i principali personaggi delle opere di riferimento, dialogando con gli indugi, l’incompiutezza e l’istante estremo di queste figure, richiamate ad indagare sul senso dell’esistenza.

La scena riporta in essere, personaggi mitici, riconoscibili ma decontestualizzati, sviati, attualizzati in un gioco di riflessioni e ironie in ‘Atto’. Spettrali indugi, passi incerti, sottili comicità, inesauribili attese, caratterizzano l’agire delle cangianti figure, chiamate ad aggirarsi fra gli indugi dell’Amleto, i sentieri del Castello, gli esausti di Beckett, in un susseguirsi di visioni, immagini, suoni, che, dai veli del dubbio ai labirinti del vivere, spingono fino ai margini più estremi dell’assoluto.

Un viaggio interiore, inevitabile e sempre attuale, che muove verso un Teatro inteso come parabola infinita, dove pensiero e parola si fanno ‘azione’. Un tentativo di indagare ancora, alla luce del nostro tempo, su quell’insondabile mistero che, da sempre, accompagna ogni esistenza cosciente: il Sé.

Questo Studio Ultimo è una vera e propria sperimentazione preliminare alla versione definitiva, che sarà la sintesi conclusiva dei tre viaggi. La trilogia troverà così il suo più ampio respiro, senso e compimento nell’elaborazione di un nuovo spettacolo, la cui partitura sarà completamente originale.

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di Redazione
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