Cultura e tempo libero / Spettacolo

Commenta Stampa

Gabriella Cerino e Massimo Masiello allo Spazio Libero

Dal romanzo di Colette alle tavole del palcoscenico rivivono Chèri e Nunù


Dal romanzo di Colette alle tavole del palcoscenico rivivono Chèri e Nunù
07/04/2010, 09:04

NAPOLI-“Quando sei anni fa, lessi per la prima volta il romanzo di Colette, Chèri, ne rimasi davvero folgorata e pensai subito che mi sarebbe piaciuto interpretare quel personaggio, protagonista della storia, pieno di sfaccettature, di interiorità e di passione”. Con queste parole l’attrice Gabriella Cerino, anticipa i temi del suo riadattamento del celebre lavoro della scrittrice francese, il cui vero nome era Sidonie-Gabrielle Colette, in scena da stasera (ore 21.15) al 11 aprile al Teatrospaziolibero del Parco Margherita. “Affiancata da un attore come Massimo Masiello e grazie  all’attenta riscrittura e regia di Peppe Celentano - ha affermato ancora la brava e passionale Cerino-  oggi con questa messinscena vedo avverarsi un sogno che per tanto tempo era rimasto nel proverbiale cassetto”. Con la stessa Gabriella Cerino nei panni della protagonista Lea de Lorval e con Massimo Masiello in quelli del bello e tormentato Chèri, il lavoro vedrà in azione anche un attore di provata esperienza e bravura come  Antonio Romano ed ancora gli altri numerosi interpreti: Valerio Largo, Maria Sannino, Daniela Fiorentino, Marco Battimeli, Rossella Argo, Vittorio Cimmino, Ilaria Brandi, Antimo Mallardo e Maria Francesca Sessa.

Come è nata in lei l’idea di portare in teatro il famoso romanzo della Colette       

“Dopo l’emozionante lettura del romanzo, decisi di saperne di più su “Chèri” e quando, nel documentarmi, scoprii che esisteva una versione teatrale del romanzo pensai immediatamente che prima o poi sarei stata sulla scena Lea de Lorval, riproponendo in maniera integra tutte le atmosfere del romanzo rievocate anche dalle straordinarie musiche di Satie”.
A proposito della scrittura originale del testo, cosa l’ha colpita particolarmente?
L’intensità e la passionalità con cui l’autrice descriveva la forza di un amore, il dolore per la sua perdita e il dramma di una donna che aveva fatto della bellezza il fulcro della sua vita e che assiste al suo declino con consapevolezza e  dignità”.

Ci può accennare brevemente la trama del lavoro?

Con la presunzione della bellezza giovane, Fred Peloux detto Chèri, irrompe nella vita di Lèa de Lorval, amante di professione, donna matura, sapiente e di gran classe ma vittima del tempo, corruttore di corpi e di bellezza. L’autunnale opulenza di lei, quasi cinquantenne, e l’acerbo fascino di lui poco più che ventenne vengono spiati in contrapposizione, attimo dopo attimo, nell’avvicendarsi di sentimenti e sensazioni, da un occhio a cui nulla sfugge. La vicenda narra dell’amore fra Lea e Cheri’, un amore a cui tutto è concesso, dove la complicità e la passione permettono ogni capriccio amoroso in un’ambientazione che a tratti ricorda le atmosfere dei romanzi di Oscar Wilde e di D’Annunzio. La vicenda è ambientata ai primi del 900, anche se si tratta di una storia d’amore senza tempo e ricca di modernità, e porterà i due protagonisti alla catastrofe. Il forte sentimento e la grande passione fra i due, si trasformano nel loro stesso carnefice ed entrambi desidereranno di sprofondare in quello stesso abisso da cui l’amore risale pallido, taciturno e pieno del rimpianto della morte”. Per tutti, quindi, al Teatrospaziolibero, con le scene di Armando Alovisi, le luci di Vittorio Adinolfi, i costumi della sartoria Sannino e di Adelaide Troisi, uno spettacolo teatrale davvero ricco di intense emozioni e profonde sensazioni umane.

Commenta Stampa
di Giuseppe Giorgio
Riproduzione riservata ©