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Dani Rodrik: "globalizzare meno e meglio"


Dani Rodrik: 'globalizzare meno e meglio'
03/06/2011, 10:06

I paesi democratici hanno il diritto di difendere i loro assetti economici e sociali

Dani Rodrik, classe 1957, nato a Istanbul, docente ad Harvard e considerato fra i 100 economisti più influenti del mondo, ha affrontato il "tema dei temi" del dibattito economico contemporaneo, quello del futuro della globalizzazione. Per Rodrik siamo alla ricerca di una versione 3.0 del capitalismo, dopo quella liberista, che affidava agli stati funzioni 'minime' di tutela dei mercati e della proprietà, e quella basata su una governance attiva dei fattori economici e sociali da parte delle istituzioni nazionali. Ma la soluzione non può essere semplicemente una governance mondiale, modellata sulla globalizzazione economica. "Essa non è solo irrealistica e irrealizzabile ma forse anche non desiderabile, perché nei paesi democratici l'economia ha bisogno di essere legittimata sul piano politico-istituzionale, e questa legittimazione oggi avviene prevalentemente su base nazionale." I paesi democratici hanno dunque il diritto di difendere i loro assetti economici e sociali, anche se non possono imporre ad altri le proprie istituzioni e le proprie normative.
Nel futuro si porrà inoltre con più forza il tema dei rapporti con i paesi non democratici, alcuni dei quali sono in forte ascesa economica nel contesto dei mercati globali pur essendo al tempo stesso molto gelosi della loro sovranità.

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di Redazione
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