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Daniele Campanari è il nuovo Bukowski pontino, martedì alla Feltrinelli di Latina


Daniele Campanari è il nuovo Bukowski pontino, martedì alla Feltrinelli di Latina
22/04/2013, 12:17

“Giocatore di whisky, bevitore di poker” martedì 23 aprile a La Feltrinelli di Latina

Appuntamento con il poeta Daniele Campanari, battezzato da Davide Rondoni, che presenterà la sua raccolta di poesie. Reading e dialogo col giornalista e poeta Simone di Biasio.

Reading, dialogo e interazione con il pubblico. È questa la formula scelta dal poeta pontino Daniele Campanari per presentare al mondo la sua opera prima, la raccolta di poesie “Giocatore di whisky, bevitore di poker”. Sabato scorso è toccato alla Mondadori di Fondi. Martedì 23 aprile alle 18, invece, l’autore sarà presente con la sua schiera di donne al seguito a La Feltrinelli di Latina (via A. Diaz, 10).  L’evento è in collaborazione con il blog letterario “Reader’s Bench”.

 Il “Bukowski di Fondi”, così battezzato in prefazione da Davide Rondoni, uno dei più importanti poeti del ‘900, è “un tipo con la voce stile Ligabue, il libro di Bukowski in mano e gli mp3 di Tiziano Ferro nelle cuffie”, come descritto nella postfazione tradotta in “Soluzione finale” dal poeta e giornalista Simone di Biasio che dialogherà con l’autore. E un tipo del genere “andrebbe evitato”. Ma questo ironico pensiero non è lo stesso fatto dalla casa editrice Lettere Animate e dal sito letterario Aphorism.it (collana I Destrieri) che hanno subito creduto nelle doti letterarie del ventiquattrenne poeta di Latina. In questo libretto di 122 pagine ci si immerge in spazi radiofonici, in serate vissute con donne occasionali e in surreali fotocopie di un laccio per fermare i capelli. Immaginari che molti, non a caso, accosterebbero al già citato scrittore statunitense Charles Bukowski. Ma l’ispirazione poetica non è unicamente chinaskiana. Infatti, in “Giocatore di whisky, bevitore di poker” c’è molto dell’attuale stato in cui viviamo. Ad esempio, nella poesia “Siamo figli di politici e aggettivi” viene fuori tutta la rabbia dell’autore consapevole di essere costretto a “variazioni per ritirare la pensione” perché “siamo figli di pulcini bagnati e randagi per le chiese”. L’autore, poi, si domanda ironicamente se è un “È talento sprecato”. E la risposta pare rivelarla in quel verso in cui dice di “aver potuto fare il presidente del Consiglio”. Insomma, l’opera prima di questo giovane poeta sta riscuotendo un buon successo di critica e pubblico. L’unica “colpa” da attribuire a Campanari è quella di essere nato a Latina vent’anni fa e non a Fresno negli anni trenta.

 

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di Redazione
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