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"I film raffinati fanno incassi penosi"

De Sica:"Il cinepanettone mantiene il cinema italiano"


De Sica:'Il cinepanettone mantiene il cinema italiano'
28/12/2009, 21:12

Dopo i giorni di querelle esplose un po' ovunque, tra associazioni, giornalisti, opinionisti e cultori del cinema di qualità, il Corriere Della Sera intervista il "colpevole" in persona. Christian De Sica, protagonista e simbolo dei tanto criticati (ma anche visti ed apprezzati) cinepanettoni non si risparmia e spiega senza filtri il suo punto di vista, partendo dagli incassi registrati fino a Santo Stefano:"Mi fa piacere il dato sugli incassi di Santo Stefano: 3 milioni di euro. In un solo giorno, più di due film nell’intera stagione. Va avanti così da 26 anni. E sa di chi è il merito? Mio". Ovviamente il plauso va anche a tutti gli altri attori e collaboratori:"Recito con attori bravissimi, in particolare Sabrina Ferilli, con cui formiamo proprio una bella coppia. Il regista Neri Parenti è molto bravo a tenere insieme il tutto, De Laurentiis èmolto bravo a venderlo. Ma la causa principale del successo è l’amore reciproco che mi lega al pubblico.
E riguardo la tanto discussa nomina a film d'essai?
"E' evidente che definire "Natale a Beverly Hills" un film d’essai è una sciocchezza. Se il produttore ha chiesto soldi presentandolo come tale, ha sbagliato". Tuttavia De Sica si lascia sedurre dall'attacco d'orgoglio e precisa che "i film di cassetta non hanno bisogno di finanziamenti pubblici. Se ho capito bene, però, non si tratta di aiuti ma di un credito d’imposta sugli incassi, da reinvestire in film artisticamente più complessi. Perché, vede, il famigerato cinepanettone mantiene l’intero cinema italiano"
Ecco, a questo punto possiamo abbandonare i virgolettati e riflettere sui già bastevolmente stimolanti punti di riflessione presentati da uno degli attori più amati e seguiti d'Italia. I vari "Natale a..." rappresentano infatti lo spaccato perfetto del nostro contraddittorio paese; un paese che si scandalizza per la promozione della frivolezza e che, al contempo, la premia con incassi da 20 milioni di euro e, come osserva inconfutabilmente lo stesso De Sica, umilia il cinema raffinato. 

ANCHE VITTORIO VENIVA CRITICATO

Ma sull'eredità  artistica lasciata dal papà? Più di qualcuno obietta che il figlio abbia offeso la memoria del padre e di quel glorioso neorealismo italiano e, a quel punto, la risposta alle accuse par d' obbligo:"
Quarant’anni fa mio padre Vittorio faceva "Pane amore e fantasia", vale a dire il "Natale a Beverly Hills" dell’epoca. Ma quarant’anni fa i politici non dicevano le parolacce al tg, gli opinionisti non urlavano, i giornali non titolavano ogni giorno sui trans". E poi, come ricorda De Sica Junior, ai suoi tempi anche il padre del neorealismo veniva spesso snobbato, critica e non compreso. "Siamo lo specchio del paese ed è inutile criticarci", par dunque essere lo slogan di Neri Parenti e company. Il punto è che, se un paese va male, si ha il diritto/dovere di criticarlo; provando magari a risvegliarlo.
Al di la dello snobbismo paraintellettuale da salotto chic che critica ciò che non conosce proprio per la volontà di non conoscere ciò che non comprende, pare però evidente che ci sia qualcosa di obiettivamente ingiusto e "malato" in un'industria cinematografica che, a detta di De Sica, si basa sui cinepanettoni....anche perchè non è Natale tutto l'anno; no?

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di Germano Milite
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