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DEBUTTA AL TEATRO ELICANTROPODI NAPOLI “PLATERO E IO”, SPETTACOLO DI DANZA E MUSICA CONTEMPORANEA


DEBUTTA AL TEATRO ELICANTROPODI NAPOLI “PLATERO E IO”, SPETTACOLO DI DANZA E MUSICA CONTEMPORANEA
06/05/2008, 18:05

Saranno gli spazi del Teatro Elicantropo di Napoli ad ospitare, giovedì 8 maggio 2008 alle ore 21.00 (in replica fino a domenica 11), il debutto partenopeo di “Platero e io”, spettacolo di danza e musica contemporanea per quattro danzatrici ed un chitarrista, presentato ed interpretato dalla Compagnia Koros, nella coreografia e la regia di Maria Virginia Marchesano. Il collettivo salernitano, di fama nazionale, è, da sempre, impegnato nella ricerca di un linguaggio coreutico come realizzazione di un’estetica, in cui ad ‘informare’ il gesto non è l’esperienza retorica legata al tecnicismo accademico, ma l’idea. Attraverso un costante lavoro di sperimentazione, atto a svincolare il corpo dalle forme codificate e stereotipate proprie della danza classica e di molte tendenze della danza contemporanea, si giunge, in linea con le ultime tendenze della danza contemporanea europea, a rivelare, nel movimento di un corpo, l’evoluzione di un pensiero. “Platero e io” è un iter emotivo che conduce lo sguardo dello spettatore su tre piccole finestre drammatiche, che si aprono nella storia della vita di un asinello andaluso, Platero. Liberamente ispirato all’omonimo romanzo di Juan Ramon Jimenez e nato da un’idea di Maria Virginia Marchesano e Valerio Celentano, narra la storia dell’amicizia tra un asino ed un poeta, rapporto che viene preso a prestito per maturare riflessioni di ben più ampio respiro sul senso della vita e della morte. Il lavoro coreografico non propone una ricostruzione narrativa del racconto, bensì l’evocazione di stati emozionali tratteggiati nel testo. Lo spettacolo è, infatti, suddiviso in tre quadri, all’interno dei quali il filo conduttore è l’evolversi del ciclo delle stagioni. Tre quadri emotivi che si legano al naturale decorso evolutivo della vita dell’asinello: la nascita, la vita e la morte e, quindi, l’autunno-inverno, la primavera, l’estate. La voce recitante è sostituita dal corpo danzante, per un allestimento che alterna momenti dialogici, tra la chitarra classica (suonata dal vivo da Valerio Celentano) e la danza, a momenti in cui gli sviluppi coreografici sono accompagnati, fusi e/o contrapposti a brani di Franco Battiato, Caetano Veloso, Goffredo Petrassi, Rudolf Rutman, Morton Subtonik, MariaPia De Vito, Keith Jarrett. Il risultato è una robusta e vigorosa eterogeneità musicale, con incursioni nella musica jazz, folk, elettronica e sperimentale.
 

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di Redazione
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