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DEBUTTO PAOLO CAIAZZO AL TEATRO ACACIA DAL 30 GENNAIO


DEBUTTO PAOLO CAIAZZO AL TEATRO ACACIA DAL 30 GENNAIO
26/01/2009, 18:01

Venerdì 30 gennaio al teatro Acacia, alle ore 21,00, Paolo Caiazzo debutta in "Non mi dire te l'ho detto" commedia in due atti, di cui è anche autore, con Maria Mazza e con la partecipazione straordinaria di Pietro Pignatelli. Completano il cast Francesco Mastandrea, Rosaria Russo e Ada de Rosa.

"Non mi dire te l'ho detto" è il titolo, musicale ed accattivante, che uscì di getto nel 1994, anno di prima stesura di questo lavoro. Rispolverata ed aggiornata ultimamente la commedia vede due amici ingarbugliarsi in una storia di tradimenti ed equivoci. Due caratteri diametralmente opposti. Il primo, interpretato da Pietro Pignatelli, è un serio dottore impegnato a collezionare storie extraconiugali. L'altro (Paolo Caiazzo) è un programmatore informatico introverso e poco esperto di donne. Su internet aggancia una misteriosa donna grazie al social network più alla moda del momento: Facebook. Ottiene un appuntamento al buio e l'amico decide di prestargli la casa ma entrambi sono ignari del fatto che la donna del mistero (Maria Mazza), è la moglie del padrone di casa. A complicare la situazione c'è il fatto che la coppia sta per adottare un bimbo di colore e quindi in casa si alternano le visite di un assistente sociale (Rosaria Russo) ed un eclettico ispettore dell'ufficio immigrazioni (Francesco Mastandrea). Ciliegina sulla torta l'ingresso di un amante del dottore (Ada de Rosa). La situazione inevitabilmente precipita e poi….bisogna venire a teatro per scoprire il finale.

La commedia, esilarante ed attuale, viaggia su ritmi vertiginosi e tenta di fondere lo stile di una commedia inglese moderna con i sapori di quella veracemente napoletana. Tutto ha reso arduo il compito al regista Guglielmo Marino

 

 

Nel leggere "Non mi dire te l'ho detto" pensai subito che, ancora una volta, la penna di Paolo Caiazzo era stata condotta da mano felice.

Il testo era ricco di situazioni dalle quali, pur nell'apparente normalità del susseguirsi degli eventi, scaturiva una comicità giovane, intelligente, che la regia ha inteso evidenziare suggerendo agli attori un'interpretazione mai "statica", ma ricca di continue evoluzioni; una interpretazione che, nel pieno rispetto dei canoni del teatro moderno permettesse loro di trovare riferimenti nel classico umorismo inglese, nel satirico teatro di Campanile, nel dissacrante varietà di Chiari, nel fortunato filone della "commedia" cinematografica.

Pur se l'ambientazione partenopea avrebbe consentito, come spesso accade, il ricorso a facili espedienti comici, lo spettacolo intende divertire, invece, basandosi sulla severità dell'allestimento e sui ritmi incalzanti.

La professionalità degli interpreti e la loro eclettica brillantezza hanno fatto il resto.

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di Redazione
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