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Del Nostro Inferno Scrittori e critici tradiscono Dante


Del Nostro Inferno Scrittori e critici tradiscono Dante
04/03/2011, 10:03

A partire da sabato 5 marzo, presso Palazzo de Liguoro dalle ore 19, l’associazione AltArt presenta Del Nostro Inferno. Scrittori e critici tradiscono Dante, con Orlando Cinque.
Il percorso prevede tre incontri (le altre date sono venerdì 11 e venerdì 18 marzo, ore 19), ognuno dei quali strutturato nella forma dell'interferenza tra l'esecuzione vocale dei testi, le sonorizzazioni elettroniche e le introduzioni esplicative.

La struttura performativa si snoderà tra la testualità di alcuni canti della Commedia, secondo un approccio il più possibile rispettoso della “volontà di Dante a essere poeta” (Pasolini), e le scritture di autori otto-novecenteschi che hanno ricreato l'universo infernale nel loro immaginario. Nella stessa ottica, a far parte a pieno titolo di questo viaggio testuale, saranno interpellati anche alcuni scrittori e critici, interpreti militanti dell'opera dantesca, che più ne hanno influenzato il paradigma interpretativo nel corso del '900.


Non si tratta di attualizzare la lezione dantesca, renderla presente e affine alla nostra sensibilità, col rischio di banalizzarla, addomesticarla fino a rendere inoffensiva la terrifica bocca da fuoco di una voce che risale insieme strozzata e potente da un tempo e uno spazio già inabissatisi. Piuttosto, l'intento del percorso sarà quello di recuperare il ritardo accumulato dalla nostra opaca consapevolezza rispetto a quella lucida chiaroveggenza avendo ben fisso in mente come la voce di Dante risulti non a caso già aliena alla sua epoca, parlando ‘di’ e ‘da­’ un perturbante altrove. È per questo che il laboratorio testuale dantesco verrà avvicinato in punta di piedi, nel pieno rispetto dovuto a un maestro artigiano della parola e della forma; è per questo che ci si propone di ‘eseguire la sua scrittura’ profondendo il massimo sforzo per intuire quantomeno i contorni di un continente lontano ma non esotico, i cui confini e territori, forse, per molti aspetti, giacciono ormai irriconoscibili di fronte alla nostra moderna (e falsa) coscienza.

Non solo. Avendo la Commedia come filo rosso, ci si appresterà a riconoscere i segni di quei gironi infernali che la cultura occidentale non ha mai smesso di disseminare qui e altrove, attraverso la scrittura di poeti e prosatori capaci di rigenerare quella lezione, allargardone e approfondendone la prospettiva, per focalizzare a loro volta lo sguardo su realtà antropologicamente e storicamente differenti da quelle in cui Dante visse e operò.

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di Redazione
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