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«Diaz – dalla gloria alla gogna del G8» scritto da Gian Marco Chiocci e Simone Di Meo


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«Diaz – dalla gloria alla gogna del G8» scritto da Gian Marco Chiocci e Simone Di Meo
27/08/2012, 11:34

Dopo 11 anni di silenzio, Vincenzo Canterini, l’ex comandante del I Reparto Mobile di Roma condannato a tre anni e tre mesi per la macelleria messicana della Diaz di Genova, decide di vuotare il sacco su quella maledetta sera. E affida la sua verità al libro «Diaz – dalla gloria alla gogna del G8» scritto da Gian Marco Chiocci, inviato speciale de Il Giornale, e dal giornalista napoletano Simone Di Meo. Un racconto sconvolgente, che si apre con le scene del super-addestramento del VII nucleo sperimentale antisommossa voluto dal ministero dell’Interno per tenere a bada i famigerati black bloc durante il summit internazionale di Genova. Un gruppo scelto di teste di cuoio addestrati a non temere nessuno, a combattere sotto una pioggia di sampietrini e molotov, ad affrontare – da soli – orde di teppisti armati di bastoni e bombe carta.

«Una macchina perfetta, collaudata per neutralizzare qualsiasi tipo di aggressore, affidabile nelle condizioni più infide, istruita a non infierire sugli inermi. Per questo sono certo che il sangue versato nella scuola non proviene dai nostri tonfa – racconta l’ex superpoliziotto -. Io in primis, e a cascata i capisquadra e i ragazzi, abbiamo pagato per colpe non nostre. Ci hanno incastrati solo perché abbiamo dato i nostri nomi. Rispettiamo la magistratura che non ci ha rispettato, ci teniamo le sentenze di colpevolezza ma non dimentichiamo che chi stava sopra di noi, al primo starnuto d’indagine, ha scordato anni di lavoro in comune e tradito patti da fratelli moschettieri. Ecco il perché di questo libro».

Pagina dopo pagina, il lettore viene catapultato nelle atmosfere della vigilia del grande vertice internazionale. Quando i servizi segreti di mezzo mondo lanciano allarmi da far accapponare la pelle («Si diceva che gli antagonisti ci avrebbero attaccati a raggiera, lanciandoci addosso palloncini con sangue animale raccolto con la complicità di medici e infermieri vicini alle posizioni dei terzomondisti») senza riuscire però a prevedere in grande disastro che avrebbero provocato le orde di black bloc: «La battaglia col blocco nero era qualcosa di incredibile, impensabile, indescrivibile. Erano tanti, troppi. Organizzati, ognuno con un ruolo, un’incombenza. Professionisti come noi. Si spostavano a elastico, si allungavano e accorciavano le linee d’offesa: un incubo».

Arriva, finalmente, il grande giorno. Quello in cui il VII nucleo, figlio prediletto di Canterini, mette in pratica ciò che ha imparato nei duri ed estenuanti mesi di preparazione. Le battaglie corpo a corpo con gli antagonisti, gli scontri al calor bianco e le cariche a testuggine durano due giorni, fino alla sera del 21 luglio. Quando la storia decide di diventare tragedia.

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di Redazione
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