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DIFFIDENZA, Esposizione Personale di Fotografia di Aniello Intartaglia


DIFFIDENZA, Esposizione Personale di Fotografia di Aniello Intartaglia
29/03/2011, 10:03

Roma, venerdì 1 aprile - L’Associazione culturale ArteOltre Arte ed Eventi presenta - “DIFFIDENZA” produzione fotografica di Aniello Intartaglia interamente dedicata al tema del carcere.

L’uomo e il suo vissuto, la cultura carceraria e le riflessioni dell’anima: è l’identità di un luogo svelata attraverso le fotografie del giovane artista dell’isola di Procida Aniello Intartaglia.

Curata da Alessandra Fina e Claudia Pettinari, l’esposizione racconta, attraverso 22 scatti fotografici, la trasformazione del carcere e l’esperienza multisensoriale che essa evoca nel giovane fotografo.

E se prima si presentava come edificio “fiero e sprezzante” adesso è abbandonato a se stesso; a fargli compagnia ci sono solo gli echi della sofferenza di quelle anime che lì hanno lasciato tutto, anche la vita.

Disorientamento e smarrimento sono gli stati d’animo predominanti dinnanzi ad una dura realtà in cui impera costante la diffidenza nel nome di un equilibrio che deve restare invariato, costi quel che costi.

E’ proprio da questa constatazione che nasce l’attenta e profonda riflessione di Aniello Intartaglia sapientemente espressa e rappresentata attraverso le immagini in mostra che testimoniano l’indubbia funzionalità di un sistema in cui “lo stesso carcere oggi vive una situazione da "carcerato", nessuno sa cosa farne, gli enti giocano allo scaricabarile, e di soluzioni concrete neanche l'ombra, l'unica soluzione fu quella netta della politica che lo spogliò, da un giorno all'altro, delle sue funzioni, piazzandolo nel dimenticatoio sociale, perchè ingestibile per le reali effimere esigenze umane. Oggi è li, imprigionato dalla sua stessa decadenza che, come una metastasi, ogni giorno porta via anche gli ultimi stralci di ricordo per quel pizzico di dignità che hanno lasciato coloro che a torto o a ragione, hanno sfamato le esigenze di un sistema.

Allora chi sono i veri barbari? Coloro che permettono ciò, o coloro che commettono reato?

Credo che una risposta reale a questo interrogativo non esiste, siamo tutti carcerati o carcerieri, e la nostra legge è sempre più la Diffidenza.”.

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di Redazione
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