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In Piazza per rivendicare i diritti dei figli abbandonati

Diritto alle origini: In piazza per modificare la legge


Diritto alle origini: In piazza per modificare la legge
03/02/2011, 17:02

Napoli - Il 6 febbraio si svolgerà la 33° giornata della vita indetta quest'anno in occasione del giubileo di Napoli, voluto dal Cardinale Sepe. L'evento assume quest'anno un duplice significato: da un parte inneggiare alla vita come dono di Dio, dall'altra presentare all'opinione pubblica il 'Comitato per il diritto alle origini', quell'esercito di figli adottivi non riconosciuti alla nascita che perseguono come scopo la modifica dell’art. 28 della Legge 184/83 al fine di rendere possibile la conoscenza dei dati anagrafici dei genitori naturali. Il Comitato, costituitosi a Napoli nel 2009 e presieduto da Anna Arecchia, sfilerà insieme al cardinale Crescenzio Sepe dietro ad un proprio striscione sul quale sarà scritto: “Ti cerco, per dirti grazie di avermi dato la vita”. L'attività del Comitato è intensa soprattutto sul fronte parlamentare. Presenti con proprie pagine su Facebook il Comitato che annovera persone provenienti da tutta l'Italia, sta promuovendo una campagna mediatica per far conoscere il problema, e quindi cercare una soluzione che tenga presente lo spirito di giustizia insito nella nostra carta costituzionale. A questo scopo il gruppo si è adoperato nel rivolgere appelli a tantissimi esponenti del nostro Parlamento, riuscendo ad ottenerne partecipazione e coinvolgimento nonché una lodevole risposta racchiusa in quattro proposte di legge presentate da diverse coalizioni politiche, di cui tre alla Camera e una al Senato, quest'ultima sottoscritta da ben 58 Senatori del PDL. Le tre proposte presentate alla Camera dei deputati, rispettivamente di firma UDC (Zinzi, Vietti, Cera, Pisacane, Formisano ed altri), PDL (Paniz) e PD (Bossa e Murer) sono state tra di loro abbinate e ne è iniziato l'esame in Commissione Giustizia. Il 15 prile scorso il presidente del Comitato, Anna Arecchia è stata ascoltata in commissione parlamentare, quale presidente del Comitato. All'audizione hanno partecipato anche la dottoressa Melita Cavallo, Presidente del tribunale per i minorenni di Roma e rappresentanti dell'associazione nazionale famiglie adottive e affidatarie. In una seconda audizione del 25 maggio 2010 sono stati ascoltati rappresentanti dell’Associazione italiana dei magistrati per i minorenni e per la famiglia, dell’Associazione nazionale magistrati, nonché la dottoressa Rosanna De Palo, presidente del Tribunale per i minorenni di Bari, e l’avvocato Maria Giovanna Ruo, presidente della Camera minorile nazionale. Le successive calendarizzazioni, protratte fino al mese di giugno 2010 non hanno più dato esito ad esame in Commissione, e da allora le tre proposte di legge non sono state più calendarizzate. Il prossimo 6 febbraio sarà anche il momento per riformulare un appello ai politici affinché continuino a dimostrare impegno di modo che venga concluso quanto prima l'esame e la positiva votazione dell'accoglimento della modifica di legge. Il presidente del Comitato ha voluto rimarcare: " Mi preme sottolineare, per eliminare un equivoco ricorrente, che con la modifica della normativa, non si intende che venga precluso, in futuro, alle donne di avvalersi della possibilità di partorire senza essere nominate. Essa consentirebbe a chi ne fa richiesta, solo in età adulta, (25 anni, proposta degli On. Zinzi e Vietti o addirittura 40 anni, proposta dell'On Paniz e dell'On Bossa), di poter accedere ai documenti anagrafici relativi ai propri genitori biologici, lasciando piena libertà a ciascuno di potersene avvalere o meno, nei tempi e nei modi che si ritiene più consoni". La Arecchia ha poi continuato dicendo: "Come per altre leggi dello Stato italiano, non si configurerebbe, quindi, nessun obbligo ma si fornirebbe un’opportunità a quella parte numerosa, di Figli Adottivi che a tutt’oggi vede precluso per sempre l’esercizio del diritto alla conoscenza delle proprie origini, e rammentiamo che la normativa sul diritto alla privacy in Italia impone un silenzio di CENTO anni dal momento in cui è redatto il certificato di assistenza al parto". per questi motivi, e per far capire all'opinione pubblica il problema nella sua gravità psicologica e sociale, il Comitato ha organizzato finora molti convegni a Napoli, a Roma ed anche a Veroli, città del frosinate, patria di tantissime balie che hanno allattato molti dei bambini abbandonati negli istituti di Napoli e Roma. "La manifestazione del 6 febbraio - ha poi concluso il presidente Arecchia - intende anche ribadire l'aspetto che i figli adottivi alla ricerca delle origini pongono nei confronti del valore della vita e per questo motivo essi sfileranno insieme a quelle associazioni napoletane e movimenti di persone del mondo cattolico e laico, dietro al proprio striscione recante lo slogan 'Ti cerco, per dirti grazie di avermi dato la vita'. Oltre al gruppo che sarà in movimento nella "Passeggiata in famiglia" organizzata dall'arcivescovo metropolita di Napoli, altri esponenti del Comitato per il diritto alle origini stanzieranno in Piazza Plebiscito in un gazebo allestito con cartelloni che saranno provenuti dai gruppi dei figli adottivi di svariate regioni d'Italia. Al termine del break verso le 14 il Comitato e tutti gli associati saranno ospitati su autorizzazione del Padre provinciale dei Minimi, in una sala della prestigiosa Basilica di San Francesco di piazza Plebiscito. Questa parte della giornata sarà dedicata a un momento di riflessione su quanto è stato fatto dal Comitato e sulla programmazione per l'anno in corso. Inoltre, chi vuole, potrà raccontare la propria storia. E nella storia di ognuno si rinnoverà la magia, quell'emozione che non ci abbandonerà mai, perché tutti ci troveremo ad essere diversi e uguali, con quel vuoto incolmabile nell'anima che solo chi vive il nostro stesso destino, può comprendere.

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di Rosario Lavorgna
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