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Domani Castel Capuano apre il suoi tesori per Il Sabato delle Idee


Domani Castel Capuano apre il suoi tesori per Il Sabato delle Idee
18/01/2013, 17:03

In occasione dell’inaugurazione della quinta edizione del Sabato delle Idee, che si svolgerà Sabato 19 Gennaio alle ore 10.30 a Castel Capuano con l’incontro dedicato al tema “Le città metropolitane ed il riordino delle autonomie locali”, la Direzione generale di Napoli del Ministero della Giustizia ha previsto una visita speciale allo straordinario patrimonio artistico e culturale di Castel Capuano. 

Al termine dell’incontro inaugurale del Sabato delle Idee 2013 sarà possibile visitare: Biblioteca “Alfredo De Marisco”

La Biblioteca “A. De Marsico” esporrà i suoi testi incunaboli ed i fondi del XVII, XVIII e IXX secolo. I testi verranno esposti seguendo una precisa traccia storica, che condurrà il visitatore attraverso le molteplici, travagliate e singolari vicende del divenire giuridico della nostra Terra, percorrendo varie tappe significative, cristallizzate nelle preziose pagine affrescate dagli artisti tipografi dell’epoca.

La mostra offrirà un caleidoscopio di immagini, colori e vesti grafiche che i libri a stampa del XVI e XVII secolo conservano ancora intatte dell’antico splendore, richiamando l’attenzione del visitatore su opere preziosissime per l’antichità ed il pregio della fattura, anche non giuridiche. che, testimoniano il valore delle risorse della Biblioteca di Castelcapuano, proiettandola, con giusto merito, tra le prime in Italia, non solo per la sua connotazione specialistica.  

Cappella della Sommaria - Dalla Sala dei Busti (o Salone dei Busti) si accede alla Cappella della Sommaria, una sala a pianta quadrata con pareti cieche realizzata verso la metà del 1500. Tra il 1547 ed il 1548 il pittore spagnolo Pedro de Rubiales eseguì gli affreschi della cappella, caratterizzati da una gamma tenerissima di colori e da improvvise accensioni luminose che movimentano le figure. L'opera è considerata l'affermazione più vivace, in ambito napoletano, del manierismo tosco–romano di metà Cinquecento, che aveva in Vasari e Salviati i suoi maggiori rappresentanti. Nella volta, su cui campeggiano eleganti stucchi di autore ignoto, si possono ammirare l'Ascensione, la Resurrezione, il Noli me tangere, Cristo che appare alla Madonna dopo la Resurrezione e la Pentecoste. Personificazioni delle Virtù e figure grottesche sono inserite negli spazi liberi della volta.

  Mostra permanente “Castel Capuano palazzo di Giustizia: progetti di restauro e trasformazioni al tempo dell'Unità” La mostra, a cura di Amalia Scielzo e Annalisa Porzio, con la collaborazione del Servizio Educativo della Soprintendenza per i Beni Architettonici, dell'Ufficio Scavi Napoli della Soprintendenza Archeologica è stata inaugurata il 20 dicembre 2011, in occasione del 150esimo anniversario dell’unità d’Italia, ed è ora esposta in modo permanente, con facsimili, come strumento di documentazione in loco di Castel Capuano.

 Sono esposti i grafici  di Giovanni Riegler, ingegnere direttore del Corpo dei Ponti e Strade dell'Amministrazione borbonica conservati nell’Archivio di Stato di Napoli, per un progetto di restauro dell'edificio avviato nel 1856 e pubblicato nel 1861. Intorno a questo nucleo di documenti sono esposti dipinti, acquerelli, stampe e disegni nei quali compare l'immagine di Castel Capuano, dal Seicento al Novecento, in particolare La Veduta della Vicaria al tempo di Masaniello, attribuita ad Ascanio Luciani e La veduta della facciata meridionale di Giuseppe Castiglione, commissionata per documentare lo stato dei luoghi prima del restauro.

 Un ampio apparato didattico e un video interattivo illustrano le trasformazioni dell'area e dell'edificio - da ciò che di epoca greco romana è "sotto il castello", al periodo angioino, aragonese e vicereale, sino ai giorni nostri – attraverso la cartografia storica e le testimonianze figurative. Le opere esposte alla mostra ed ora presenti in facsimile appartengono al Museo di San Martino, alla Pinacoteca Provinciale di Bari, alla Provincia di Napoli, all'Archivio di Stato e a diverse collezioni private.

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di Redazione
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