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L'efficacia della rete della solidarietà

Don Luigi Liegro e l'emergenza sociale


Don Luigi Liegro e l'emergenza sociale
15/07/2011, 09:07

A Don Luigi Di Liegro (Gaeta, 16 ottobre 1928 – Milano, 12 ottobre 1997) si devono i primi incontri tra associazioni con finalità simili tra cui l’Associazione Capodarco, L’esercito della salvezza, la Comunità di Sant’Egidio, Suore della carità di Madre Teresa di Calcutta e l’idea di creare una rete per combattere insieme l’emergenza sociale.

Il suo pensiero era quello ricostruire il tessuto sociale ed analizzarlo “per capire dove aveva fallito” e cercare di operare lì.

Il suo pensiero più profondo si può sintetizzare in queste parole: “Bisogna aiutare una persona prima che diventi senzatetto, dopo è già un fallimento per la comunità, perché significa che si è rotta la rete di solidarietà, ed è lì che deve subentrare la carità. Una persona non diventa senzatetto così per caso, ci sono delle cause psico-sociali e ambientali, ed è lì che bisogna operare”.

Spesso questo suo modo di operare si scontrava con i metodi tecnici ed aridi delle teorie psico-sociali il cui primo atteggiamento riteneva essere quello di “allontanare il disadattato dall’ambiente e metterlo in mano alle strutture pubbliche”: il “danno enorme”, secondo la sua opinione, era proprio questo (soprattutto nel periodo della legge 180 che chiudeva i manicomi): le strutture sociali non c’erano e quelle che c’erano non erano pronte per assorbire la tipologia d’utenza.

Nonostante Di Liegro fosse contrario all’apertura di mense, perché ogni mensa sociale che si apriva, diceva, significa una sconfitta della società benestante e capitalista, riuscì a coinvolgere il Comune di Roma a prendersi carico del fenomeno del barbonismo, creando anche dei servizi sociali di pronto intervento come lo S.P.I.S. notturno o i centri di ascolto diurni.

Quanti don Luigi Di Liegro ci vorrebbero oggi per aiutare le persone che hanno veramente bisogno di aiuto? 

In un oceano sconfinato di problemi, sono sempre pochi coloro che praticano la solidarietà fra gli uomini.

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di Rossella Saluzzo
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