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La Guzzanti promette faville con il suo documentario

Draquila a Cannes, una bomba contro Bertolaso e Berlusconi



Draquila a Cannes, una bomba contro Bertolaso e Berlusconi
03/05/2010, 22:05

ROMA - Dopo aver abbandonato momentaneamente la satira vera e propria, Sabina Guzzanti usa lo strumento del giornalismo d'inchiesta per tentare di scoperchiare alcuni dei "segreti" mai detti (o detti a dentri strtti) sul terremoto d'Abruzzo ed il sistema di potere messo in piedi dalla Protezione Civile guidata da Guido Bertolaso. Per la nota comica italiana, infatti, ciò che è successo all'Aquila ha rappresentato per il Cavaliere un'occasione di business senza precedenti e, nel suo documentario "Draquila: l'Italia che trema", si tenta un accurata analisi del traffici pre e post-sisma, delle macchinazioni, degli appalti e delle delege speciali fornite ad un'associazione che doveva divenire Spa per assurgere definitivamente a ruolo di "braccio armato del governo".
Il docufilm, che si muove sulla falsariga di quelli strafamosi realizzati da Michael Moore (tra l'altro grande amico della Guzzanti) promette un approccio non fazioso e sobrio all'intera, delicata vicenda e sferra infatti colpi ben assestati anche all'opposizione; con in testa il Pd. Non solo, come la stessa autrice ci tiene a precisare, nelle numerose interviste realizzate tra gli abitanti dell'Aquila, ci sono anche quelle dei cittadini entusiasti e grati al premier per le case consegnate in tempi record e lo champagne fatto trovare nel frigo. Al bello propagandato dal governo, però, si alterna anche il cupo e l'inspiegabile: si parte dai campi di accoglienza isolati e freddi per poi passare ad ordinanze punitive che impedivano, ad esempio, il consumo di caffè e coca e non permettevano contatti con l'esterno. Ci sono poi, proprio nei minuti iniziali, una gaffes di Marcello Dell'Utri (che si autodefinisce "mafioso") ed una di Berlusconi in persona (con il suo "tra avvocati e giudici ho speso 200 milioni di euro"). Poi ancora testimonianze di giudici come Antonio Ingroia che riportato ai noti fatti collegati ai presunti finanziamenti mafiosi ricevuti per la creazione di "Milano 2".
La Guzzanti dunque promette una bomba cinematografica contro Berlusconi e Bertolaso in particolare ma, anche, contro un sistema paese marcio fino al midollo ed apparentemente incapace di purificarsi.

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di Germano Milite
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