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Grimaldi: sì ad investimenti privati

Dura critica di Vittorio Sgarbi al museo Madre: "sembra Mc Donald's"


Dura critica di Vittorio Sgarbi al museo Madre: 'sembra Mc Donald's'
24/08/2010, 23:08

Una veloce visita è stata quella di ieri al museo Madre da parte di Vittorio Sgarbi, procacciatore di artisti in occasione dell'organizzazione del Padiglione Italia della Biennale di Venezia.
Dopo diverse tappe campane, il curatore Sgarbi, si è fermato per una visita in veste privata al Museo di Arte Contemporanea di Napoli e l'esito non è stato proprio positivo.

Dura la critica di Sgarbi che ha definito una delle perle all'occhiello dell'arte napoletana un “Mc Donald's”: <<Dove sono i napoletani? E i giovani che sperimentano?» , si chiede girando nelle sale alla ricerca di qualcosa che non c'è. Non si è fatto mancare proprio niente, dalla scarsa presenza di artisti napoletani nelle installazioni fino ad arrivare alla consueta polemica sullo sperpero di soldi.
Il “battibecco” Sgarbi – Cycelin non è cosa nuova da queste parti, già a giugno il sindaco di Salemi accusò duramente il direttore del Madre sostenendo che nel museo c'era un inutile spreco di soldi. Cycelin non rimase inerte e controbatté sui giornali l'infondatezza di tale dichiarazione da parte di Sgarbi “che non era mai stato in visita al Museo Madre”.

La situazione pare non sia cambiata dunque, con l'unica differenza che stavolta Vittorio Sgarbi non solo è in visita al Madre, ma ha aggiunto alla critica economica, anche quella artistica.
«La cosa più giusta del mondo è che l´arte contemporanea come in America viva dei soldi dei privati» sostiene Sgarbi, in una discussione sui tagli dei fondi pubblici, il quale crede fermamente nel sostentamento privato dell'arte contemporanea, sia da parte degli artisti che attraverso gli sponsor.
Ma Cycelin ribatte con una semplice affermazione che rende chiara la situazione sia del museo, ma in generale di come ha attecchito l'arte contemporanea nel capoluogo campano: «Noi non riusciamo a trovare 50 mila euro per gli spettacoli serali. Tenere aperto il museo costa 250 mila euro al mese perché ho 60 dipendenti. La Regione decida quante ore al giorno vuole far restare aperto il Madre e si assuma le sue responsabilità». Insomma è questo il quadro “disastroso” del museo Madre, che a quanto pare non solo non sarà rappresentato nel Padiglione Italia alla Biennale dal momento che non ci sono artisti napoletani che espongono opere loro, ma deve stringere ancor di più la cinghia e ridurre le spese al minimo, mettendo a rischio anche i posti di lavoro dei 60 dipendenti che attualmente gestiscono e conservano le opere di via Settembrini.

“Il compito della politica non è solo promuovere eventi, ma diffondere l’interesse per l’arte e la cultura. La Regione sta già facendo la propria parte, soprattutto attraverso l’ottimo lavoro dell’assessore Miraglia, ma è necessario guardare all’estero, alle grandi fondazioni che reggono i maggiori musei del mondo, ricorrendo persino alla sponsorizzazione di catene di supermercati, come è successo al MoMa, aperto a tutti, un giorno a settimana, proprio grazie ai proventi di quella pubblicità ”. Così Massimo Grimaldi, presidente della commissione Bilancio in regione Campania. “Non chiediamo ai privati di investire nell’arte per lavarcene le mani-aggiunge- ma il fatto di vivere nel Mezzogiorno non può essere considerato un’ alibi al degrado e all’abbandono del nostro patrimonio artistico e storico. Se è vero- conclude Grimaldi- che, parafrasando Oscar Wilde, spesso si conosce il prezzo di tutto ed il valore di niente, alla politica spetta il compito di spogliarsi di quella mentalità provinciale, che rappresenta la principale causa della disattenzione per l’arte e la cultura e di quell’immobilismo che ne impedisce la giusta promozione e la profonda diffusione”.

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di Ramona Montanaro
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